MACERATA, EFFETTO BOOMERANG DELL’ANTIFASCISMO ALLA SAVIANO. INVECE DI INDEBOLIRE LA LEGA, LA RAFFORZA

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di Paolo Becchi su Libero, 06/02/2018

In campagna elettorale non ci dovremmo aspettare un confronto serio e duro sui programmi politici dei tre poli che si contendono il risultato elettorale? Per la verità, i programmi sono soltanto due: quello del Centrodestra, che mira a recuperare margini di sovranità, e quello delle Sinistre divise (M5S, PD e LeU), che vuole invece più Europa. Ma di tutto questo non si parla, o si parla poco.

Si parla invece, e molto, di razzismo, xenofobia e fascismo, e guarda caso con un obiettivo ben preciso: demonizzare la Lega di Salvini. Utilizzando persino metodi che sembrano da vecchia «strategia della tensione», cosa di cui una volta i politici italiani erano esperti, come quello di servirsi di uno squilibrato mentale per farne un militante leghista, razzista e fascista ad un tempo, e farlo sparare da macchina in corsa contro sei migranti, rimasti feriti. La domanda giusta da farsi in questi casi è la seguente: cui prodest un’azione del genere?

LA RISPOSTA

E la risposta è in fondo semplice: giova a chi vuole demonizzare l’avversario e presentare una Lega ormai «nazionale», e per questo necessariamente divenuta razzista e fascista ad un tempo. Basta aprire i giornaloni di questi giorni e sentire i programmi televisivi. Il fuoco concentrico è partito con Saviano su Repubblica con una potenza incredibile, e sulla rete Avaaz diretta da Soros ha già iniziato ora la sua bella raccolta di firme contro Salvini. La demonizzazione del nemico certamente funziona, ma attenzione può anche diventare un’arma a doppio taglio. Serve ad allontanare gli indecisi, ma rafforza e compatta coloro che sono convinti della giusta posizione della Lega, da sempre coerentemente in prima linea contro l’immigrazione clandestina.

Chi guarda oggi la foto subito pubblicata di Salvini che stringe nella folla la mano al folle di Macerata, se era ancora indeciso su chi votare, probabilmente escluderà la Lega dalle sue opzioni.

I RISULTATI

Dall’altra parte, però, attacchi del genere rafforzano anche la coesione interna dell’avversario politico, e talora finiscono persino per ispirare una certa simpatia per chi viene demonizzato in maniera così palesemente strumentale. Siamo proprio sicuri che, di fronte ai tre milioni di disoccupati, ai quasi 5 cinque milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà, ai dati economici catastrofici, ad una immigrazione fuori controllo, gli elettori si lascino davvero convincere che il tema politico delle prossime elezioni sia il “pericolo fascista e razzista” da scongiurare rappresentato dalla Lega di Salvini?

Il problema a ben vedere è un altro. Quello che è accaduto in questi giorni non fa perdere voti alla Lega, ma non ne fa neppure guadagnare di nuovi, ed è di questi che avrebbe bisogno Salvini per poter aspirare a guidare l’intero Centrodestra.

Queste elezioni, non dimentichiamolo, sono anche una sorta di primarie interne al Centrodestra tra Salvini e Berlusconi. E la partita è ancora aperta.

Dal blog di Paolo Becchi