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Mantova‬, Vignola‬: «Credete in Dio o in Allah?», poi sparano colpi in aria

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VIGNOLA. Agghiacciante scherzo ai danni di cinque ragazzi minorenni martedì notte in via Resistenza a Vignola. Secondo la ricostruzione effettuata da diversi genitori dei ragazzi, tutti di famiglie vignolesi e di età compresa tra i 16 e i 17 anni, il gruppo di giovani, che stavano rientrando nelle loro case a piedi dopo una serata trascorsa in pizzeria (era del resto il giorno precedente la festività dell’Epifania), è stato fermato da una banda di sei adulti magrebini, circa a metà di via Resistenza, non lontano dall’incrocio con via Della Pace.

UNA SITUAZIONE DRAMMATICA. La tensione è salita subito alle stelle e i ragazzi sono andati immediatamente nel panico, trovandosi inaspettatamente ad avere a che fare in piena notte – erano circa le 23,30 di martedì – con sei magrebini del tutto sconosciuti. La situazione è degenerata, con risvolti inquietanti. I magrebini, infatti, hanno minacciato i ragazzi sparando in aria un primo colpo di pistola, quindi intimando loro di radunarsi in gruppo (qualcuno riferisce anche che li abbiano messi in fila, ma questo sarà un aspetto da chiarire). Infine i magrebini hanno chiesto loro qualche cosa del tipo: «Credete in Dio o in Allah?».

“NON CREDIAMO IN NIENTE”. I ragazzi, completamente terrorizzati, avrebbero risposto: «Non crediamo in niente». A questo punto, i magrebini hanno allora “liberato” tutti i ragazzi tenuti in ostaggio, facendo loro capire che si trattava di uno scherzo, ma sparando in aria altri due colpi di pistola. Una volta rientrati a casa, è iniziata la “fase 2” di questa terribile notte vissuta dai cinque giovani vignolesi. C’è infatti chi ha raccontato subito l’accaduto ai genitori, chi ha avuto qualche timore in più a farlo. Il denominatore comune è stato quello del terrore, dal momento che quanto successo ha letteralmente angosciato gli sfortunati protagonisti di questa vicenda.

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Ieri pomeriggio, comunque, a due giorni dall’accaduto, alcuni dei ragazzi coinvolti si sono fatti coraggio e, accompagnati dai rispettivi genitori, sono andati a presentare la relativa denuncia presso la stazione dei carabinieri di Vignola. Ora, spetterà ai militari indagare sul racconto fornito dai ragazzi e risalire eventualmente ai colpevoli. Pur con alcune varianti da ragazzo a ragazzo, il racconto dell’accaduto sostanzialmente coincide nei punti chiave. Tutti i giovani, che loro malgrado sono stati coinvolti, riferiscono infatti che è stata rivolta loro una domanda sulla fede in Dio o Allah e che sono stati esplosi alcuni colpi di pistola in aria.

UNO SCHERZO CON UNA PISTOLA GIOCATTOLO? Ovviamente, è troppo presto per dire (e forse non si saprà mai) se si trattasse di una pistola vera o di un’arma giocattolo, ma sta di fatto che l’episodio ha fortemente scosso emotivamente tutti i ragazzi coinvolti.

Le immagini delle telecamere presenti in zona potrebbero risultare utili ai carabinieri per fare luce sull’esatta dinamica della vicenda che, se sarà confermata per come è stata

finora raccontata, sarebbe estremamente grave. Nessuno, è vero, si è fatto del male, nessuno ha toccato i ragazzi, ma la paura è stata indescrivibile e c’è voluta più di un’intera giornata prima che i giovani si riprendessero dallo choc e andassero a raccontare l’episodio ai carabinieri.

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