Il Sud con Salvini

IL MATRIMONIO DELL’ORRORE: LA SPOSA SOTTO LE BANDIERE DELL’ISIS NON SEMBRA AFFATTO FELICE..

loading...

Il matrimonio dell’orrore. La sposa è giovanissima, sul suo viso nessun sorriso e nessuna gioia, nessun segno di umanità. Solo un espressione totalmente alienata, nascosta dal trucco pesantissimo. Il compagno e futuro marito ha la faccia e lo sguardo duro, come se fosse scolpito nelle rocce iraquene. Attorno a loro le inquietanti bandiere nere dell’Isis.

Sono le immagini di un video, pubblicato dall’Espresso, della festa di matrimonio tra una ragazza musulmana sunnita, e il figlio di un membro dello Stato Islamico di Basique, a pochi chilometri da Mosul. In questi territori devastati dalla guerra e minacciati dall’ombra terrificante del Califfato ci si chiede spesso come sia la vita quotidiana, come siano le feste, come si vivano i giorni di “normalità”.

La risposta, parziale, la dà questo video, a testimonianza che la forza rappresentativa estetica è più rivelatrice di mille documenti. La immagini sono state girate da alcune ragazze invitate e raccontano l’intimo di una festa nuziale, con tutti i riti del caso. Ci sono i parenti dei due sposi, la commozione della sposa che abbraccia il padre, i bambini che gironzolano per la casa. C’è musica e l’urlo zagharid, tradizionale “canto” eseguito dalle donne presenti. Gli uomini invece sparano in aria. Ma non c’è mai gioia, solo un’asfissiante atmosfera di morte.

loading...

Dietro questi matrimoni c’è una doppia strategia. Serve all’Isis per legittimare l’occupazione dei territori, sposando ragazza del posto in legami di sangue ottenuti solitamente con la forza, imposizioni violente e conversioni forzate. Ma serve anche alle famiglia di fede sunnita, per evitare persecuzioni sotto il nuovo regime.

Spesso è una decisione imposta dal capofamiglia che ha deciso di aderire allo Stato Islamico. Bashiqua, Mosul, tutta la piana di Ninive è stata liberata il 7 novembre dalla Coalizione e dai combattenti peshmerga del Kurdistan, che hanno trovato decine di materiali di questo genere. Ma il problemi purtroppo sono solo iniziati. La voglia di vendetta contro i familiari dei combattenti jihadisti in quei territori è enorme.

C’è una forte opposizione a riaccogliere il loro rientro in società, e considerando che spesso sono donne e bambini, vedove e orfani di combattenti dell’Isis, la tragedia è grande. In alcuni casi per i vincitori “non c’è alcun motivo di tenerle vive”, mentre le autorità locali hanno messo su dei campi per la rieducazione, con il rischio che in Siria e Iraq si crei nuovo odio, nuovi terrificanti integralismi.

Fonte: qui

loading...

SEGUICI SU FACEBOOK

banner