Il Sud con Salvini

Migranti, Austria e Svezia verso nuovi limiti d’ingresso

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Non si placa l’emergenza migranti in Europa. E mentre i conti dell’Europa non tornano più, a causa delle maggiori spese sostenute per il flusso dei richiedenti asilo, e Schengen è in bilico, i Paesi membri dell’Unione sperimentano in autonomia soluzioni inimmaginabili fino a pochi mesi fa.

La Svezia, che si attende circa 140mila richiedenti asilo nel corso del 2016, fra i quali anche 27mila minorenni, ha annunciato una limitata capacità di 70mila persone. Nel 2015, Stoccolma ha accolto 163mila profughi, doppiando il numero dei migranti arrivati nel Paese durante la guerra nei Balcani. L’Austria si sta preparando a fissare quote giornaliere, ancora non precisate, per l’accoglienza dei migranti provenienti dalla Slovenia. Nel solo mese di gennaio Vienna ha accolto mediamente tremila migranti al giorno.

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In Grecia, intanto, non si fermano gli sbarchi e Frontex ha inviato ulteriori 265 funzionari — che si aggiungono ai 465 già presenti — nelle isole per fornire affiancamento alle autorità greche nella registrazione e nella presa dell’impronte dei migranti che sbarcano.

Nel frattempo, l’operazione Sophia della missione Eunavfor Med vedrà presto aggiungersi l’apporto di Austria e Portogallo impegnando così 24 Paesi dell’Ue. L’operazione Sophia, nata all’indomani dell’affondamento a nord delle coste libiche di un peschereccio con oltre 700 migranti avvenuto lo scorso 18 aprile, è entrata dallo scorso ottobre nella seconda fase operativa, in cui è possibile procedere a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti d’imbarcazioni sospettate di traffico o tratta di esseri umani.

Sputnik

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