Migranti, Budapest: “Confini Ue vanno protetti, bisogna fermare i flussi”

93

“Non è sufficiente cambiare la politica migratoria dell’Ue, i confini europei devono essere protetti e le migrazioni devono essere fermate”. Parola del portavoce del governo ungherese Zoltan Kovacs, intervistato dall’Adnkronos sulla crisi migratoria. Ricordando che il premier ungherese, Viktor Orban, ha recentemente proposto un piano di azione da dieci punti, con cui l’Ungheria “vorrebbe contribuire al dialogo a livello Ue”, Kovacs ha inoltre sottolineato che il suo governo sta anche “lavorando ad un piano di azione antiterrorismo perché riteniamo necessario rafforzare la capacità del Paese di proteggersi”.

Dal momento che, ha proseguito, “la migrazione illegale ha portato la minaccia del terrorismo in tutta Europa, come mostrano gli esempi degli attacchi terroristici a Bruxelles e Parigi”. Continuando a parlare di quali saranno i prossimi passi del suo Paese, il portavoce ha spiegato che “daremo alle autorità giudiziarie, l’esercito e i servizi segreti competenze giuridiche estese, un aumento del personale e risorse finanziarie”.

Kovacs ha quindi parlato del referendum sulle quote obbligatorie di reinsediamento, che potrebbe tenersi “alla fine dell’estate o in autunno”. “Siamo convinti che i leader dell’Ue non hanno il diritto di decidere sulla questione senza chiedere ai cittadini e Parlamenti nazionali”. Per il governo di Budapest, “gli ungheresi hanno il diritto di decidere con chi vogliono vivere e se vogliono che l’Ungheria cambi in modo permanente”.

Per Zoltan Kovacs bisogna fermare le migrazioni di massa perché rappresentano una minaccia per la cultura, i cittadini e la sicurezza dell’Europa. Riguardo al “migration compact” proposto dall’Italia, Kovacs ha affermato che “ogni proposta europea deve essere esaminata, ma in base alla posizione dell’Ungheria, invece di correggere la fallita politica migratoria di Bruxelles, i confini dell’Europa devono essere protetti e le migrazioni di massa illegali fermate perché rappresentano una minaccia per la cultura, i cittadini e la sicurezza di ogni giorno dell’Europa”.

In merito all’Austria, “da una parte, è comprensibile che alcuni Paesi sentano il bisogno di agire per conto proprio, in quanto sembra che l’Unione europea non è in grado o disposta a proteggere i Paesi europei dalla migrazione” ha detto Kovacs all’Adnkronos riguardo alla volontà di Vienna di rafforzare i controlli al Brennero, al confine con l’Italia. “D’altra parte, tuttavia – ha precisato Kovacs – è evidente che a seguito delle migrazioni il sistema Schengen è in pericolo perché senza la protezione dei confini esterni i Paesi stanno cercando di proteggere i loro confini interni”.

“L’Ungheria è stata la prima a proteggere il sistema Schengen, i confini esterni dell’Europa fin dall’inizio. Il numero di attraversamenti illegali delle frontiere è drasticamente diminuito dalla costruzione della barriera al confine. Ecco perché – ha proseguito il portavoce ungherese – il governo ungherese ha presentato la sua proposta in dieci punti volta a proteggere i confini esterni e la libertà di circolazione all’interno dell’Ue a livello Ue”. Il piano di azione del governo ungherese è stato presentato dal premier Viktor Orban la scorsa settimana, con l’obiettivo di “proteggere i confini esterni dell’Ue e la libertà di movimento nell’Ue”.

Fonte: Qui