Il Sud con Salvini

MIGRANTI, SULL’IMMIGRAZIONE SALVINI È STATO IL PRIMO A PROPORRE LA LINEA DURA E AVEVA RAGIONE!

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Emergenza immigrazione? Allarme criminalità legato al traffico e alla gestione dei clandestini? Chiedete a Salvini, aveva già previsto tutto, ogni dramma, nefandezza, sfruttamento del grande affare profughi, e lo aveva prontamente denunciato.

I toni non erano quelli di un lord inglese, anche se abbiamo più volte constatato che nobili e snob sanno essere ben più feroci del popolo; anzi, senza dubbio i modi del leader leghista sono diretti e un po’ grossolani, ma centrano il punto con la forza di un pugno in faccia.

L’ approccio ruvido al tema prima è valso a Matteo l’ accusa di essere razzista, quindi quella di essere un populista, perché dice cose che la gente capisce e condivide, ora gli fa guadagnare il titolo di profeta in patria e antesignano.

La forza dell’ evidenza, infatti, ha portato perfino una parte dei Democratici e la quasi totalità dei Cinquestelle e del centrodestra sulle posizioni del leader leghista. Ora gli avversari che accusavano Salvini di sfruttare il dramma degli immigrati per guadagnare qualche voto, gli rubano le frasi.

Facciano pure i neofiti del dramma immigrazione, tanto il barbaro padano ne trova sempre di nuove – spesso sono quelle che gli suggerisce la gente esasperata che incontra di continuo nei suoi giri frenetici per le città – e non pare geloso di quelli che ormai non possono più essere definiti slogan, ma almeno chiedano scusa.

Qualche esempio, per chiarire. Fu Salvini il primo a lanciare l’ appello «aiutiamoli a casa loro, perché non possiamo trasferire l’ Africa in Italia». Adesso ce lo spiegano sui giornali e in tv dotti e pensosi demografi, sociologi e progressisti vari, terrorizzati dal fatto che il Continente nero passerà in pochi decenni da uno a due miliardi di abitanti, e che se anche solo uno su dieci volesse venire qui, noi esploderemmo.

Fu sempre lui a dimostrare in tv, in una puntata di Quinta Colonna di Paolo Del Debbio, pennarello e lavagnetta alla mano, che siccome ogni migrante in Italia ci costa 35 euro al giorno mentre con 200 euro si mantiene un anno un’ intera famiglia in Africa, stiamo buttando un sacco di soldi e facendo morire di fame milioni di persone, visto che con i 4 miliardi che spendiamo ogni anno in accoglienza potremmo salvare venti milioni di nuclei di disperati.

Ed è sempre Salvini quello che più si è battuto per la distinzione tra profughi «che sono disposto a ospitare a casa mia» e migranti economici; due categorie sulla cui confusione chi fa i soldi con l’ accoglienza ha marciato per anni, sostenendo che da Siria e Ghana si scappa per gli stessi motivi, tanto i Paesi distano solo un paio di decine di migliaia di chilometri.

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E chi si ricorda le polemiche seguite alla dichiarazione «se vado al governo, scaricherò i clandestini sulle spiagge libiche con le noccioline e un gelato», rilasciata alla Zanzara, noto programma radiofonico sopra le righe sul costante filo del paradosso?

Sei mesi dopo è diventato su per giù il piano Gentiloni. Sugli immigrati il leader leghista è poi molto più europeista della sinistra, anche se questo non gli ha portato gli applausi dei tifosi di Macron, sposando da sempre la linea dura dei rimpatri.

Per non parlare della denuncia delle connivenze tra terrorismo islamico e trafficanti di uomini, con la possibilità che i barconi trasportino pure combattenti del jihad. Quando lo disse, Salvini passò per visionario, oggi lo sostiene il Viminale con tanto di studi e dossier.

Era aprile quando il capo del Carroccio, prima di andare a dormire al Cara di Mineo, parlò di un rapporto dei servizi segreti sui legami tra organizzazioni non governative e scafisti e tra esse e i gestori dell’ accoglienza in Italia.

Lì per lì fu insultato, poi arrivarono le inchieste, i sequestri delle navi e le intercettazioni dei volontari che confermavano tutto. Oggi il leader della Lega dice che il sequestro delle imbarcazioni delle Ong in combutta con gli scafisti non basta e pretende che «vengano affondate». Sembra un’ altra sparata, ma quando i moderati capiranno le dimensioni del traffico si arriverà anche a questo.

Certo, per Salvini persiste il problema dei toni forti, viene sempre identificato come l’ uomo-ruspa. Ma anche per non aver paura di essere politicamente scorretto, forse andrebbe ringraziato.

Il governo potrebbe oggi entrare con le sue navi nelle acque libiche, i magistrati potrebbero sequestrare i mezzi delle Ong, i sindaci del Pd potrebbero rifiutarsi di ospitare più immigrati rispetto agli abitanti dei paesini che amministrano se Salvini se ne fosse stato zitto tutti questi anni?

Denunciare il problema serve a risolverlo molto più di una sfilata di alti papaveri per l’ accoglienza nel centro di Milano, di una visita del Papa a Lampedusa e di centinaia di milioni dati agli scafisti italiani che fanno vivere i profughi in centri d’ accoglienza lager spendendo per loro non più di 4-5 euro sui 35 che ricevono dallo Stato per occuparsene.

Fonte: Qui

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