MILANO, MARYAN ISMAIL: “LASCIO IL PD, INTERLOQUISCE CON L’ISLAM OSCURANTISTA”

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L’Islam radicale vince sull’islam moderato dentro il Pd. Maryan Ismail, fondatrice del Circolo Città Mondo del Pd milanese, lascia il suo partito con una lettera inviata a Matteo Renzi e pubblicata su Facebook nella quale critica la scelta di candidare al comune di Milano, Sumaya Abdel Qader.

La candidatura della musulmana radicale Qader

“Sono mussulmana, laica e progressista. Mi considero parte di un Islam numericamente maggioritario, purtroppo finanziariamente inesistente e dunque totalmente inascoltato. Siamo chiamati a palesarci solo per fatti riconducibili al terrorismo islamico. Non siamo neanche iconograficamente pittoreschi: veli e barbe non sono nostri segni distintivi”, scrive Ismail che ricorda di aver partecipato a varie edizioni della Leopolda e lo fa postando, assieme alla lettera, anche una sua foto con Renzi.

“Non perdiamo occasione – incalza l’esponente musulmana – per urlare la nostra contrarietà alla visione ortodossa di un Islam dove politica e religione sono profondamente intrecciate, identificabile in quel wahabismo della Fratellanza Islamica promosso da varie sigle nazionali e territoriali come UCOII e la milanese Caim”. È da questa lotta che nasce, per Ismail, il rammarico per l’elezione in consiglio comunale tra le file del Pd dell’indipendente Sumaya Abdel Qader, sociologa mussulmana ortodossa, responsabile culturale del Caim.

L’accusa al Pd milanese: interloquisce con l’Islam oscurantista

Il problema, evidenziato anche dal deputato Emanuele Fiano, è che il sindaco Sala ha deciso che sarà proprio Abdel Qader l’interlocutrice per la costruzione della controversa Moschea di Milano, avversata da tutte le comunità islamiche cittadine che non si riconoscono nel Caim.”Dunque, il Pd milanese ha scelto di interloquire con la parte minoritaria ortodossa ed oscurantista dell’Islam, – è l’accusa lanciata da Ismail – chiudendo il dialogo alla parte positiva e progressista che esige la separazione tra politica e religione e sostiene il ruolo della donna mussulmana in un’ottica di consapevolezza dei propri diritti e doveri di cittadina”.

“Ancora una volta, le anime dell’Islam moderno, plurale e inclusivo non sono state ascoltate”, scrive con rammarico la musulmana moderata che lotta contro un Islam politico. Lo stesso Islam politico che ha ucciso suo fratello Yusuf Mohamed Ismail, ambasciatore somalo presso le Nazioni Unite a Ginevra, morto per mano degli Al Shabab.

L’addio al Pd

“Constato con rammarico – conclude rivolgendosi a Renzi – che le tue belle idee di rinnovamento politico e sociale che tanto mi avevano coinvolta, a Milano si sono tristemente schiantate. Per questo e per le scelte inopinate del PD milanese mi dimetto da tutti i ruoli e riconsegno la tessera. Sono sicura che da libera cittadina, svincolata dai lacciuoli di bassissimi equilibri locali di partito, potrò promuovere l’Islam in cui credo e che mi appassiona tramite il dialogo e lo scambio con i miei concittadini per ottenere l’attenzione e il rispetto che la mia religione si merita”.

Fonte: Qui