MINISTRA PINOTTI: “I TERRORISTI NON ARRIVANO CON I BARCONI”

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Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 18-04-2011 Roma Politica Rai - trasmissione Porta a porta Nella foto: Roberta Pinotti Photo Mauro Scrobogna /LaPresse 18-04-2011 Roma Politics RAI - porta a porta tv show In the picture: Roberta Pinotti

Il terrorismo, il caso Brennero, gli sbarchi dei clandestini, il referendum, la vicenda “infinita” dei marò: in una intervista concessa a Giuseppe Caporale, il direttore di Tiscali Notizie, la ministra della Difesa Roberta Pinotti ha spiegato quali sono le emergenze del nostro Paese. “Per sconfiggere il terrorismo occorre prima di tutto combattere ciò che lo determina, prevenire i possibili attentati, trovare un punto di contatto con tutti i servizi segreti occidentali: perché questo tema non può essere affrontato solo dall’Italia”, ha spiegato la Pinotti. In buona sostanza, questo è un tema che va “affrontato a 360 gradi”. Il nostro Paese, sempre secondo la ministra, “è uno dei paesi a rischio. Anche se Inghilterra, Belgio e Francia hanno problemi numerici superiori ai nostri. Noi abbiamo numeri molti ridotti, stiamo seguendo gli spostamenti di centinaio di individui, anche perché la nostra migrazione è più recente”.

La Pinotti bacchetta: La Pinotti bacchetta anche chi soffia sul vento della paura, mettendo in relazione il grande esodo di massa con il terrorismo, “Mi sembra quasi impossibile – ha spiegato al Ministra – che gli jihadisti utilizzino i gommoni per spostarsi: sono in grado di comprarsi un biglietto aereo”. Il rischio più grosso è che l’Europa si sia trasformato in un immenso cavallo di Troia: “Basta vedere da dove provengono, dove sono nati e che percorsi culturali hanno seguito i terroristi che hanno stordito il nostro Continente con gli attentati perpetrati in Francia, Inghilterra e Belgio”.

Salvate 250mila persone: Questo, per la Pinotti, “non vuol dire che l’Italia, che lo scorso anno ha salvato più di 250 mila persone, non faccia il suo dovere controllando tutte le persone recuperate in mare dalle nostre navi o approdate nelle nostre rive”.  In questo compito umanitario e di prevenzione, l’Italia finalmente “sta avendo un apporto sostanziale anche da parte altri paesi europei”. Il vero nodo del problema è il controllo delle coste libiche, per questo “pensiamo sia necessario addestrare le guardi costiere di quel paese”.

I rapporti con l’Austria: La ministro della Difesa, che ieri con il presidente della Repubblica Mattarella ha visitato il sacrario di Leiten, dove riposano quasi 55mila caduti della Prima Guerra Mondiale, 35mila italiani e 20mila austriaci, si è anche soffermata sulla nota vicenda della barriera anti-migranti del Brennero ipotizzata dall’Austria. “Sarebbe davvero tragicamente ironico se proprio tra Italia e Austria si concretizzassero nuovi tipi di rotture e si materializzassero muri e barriere: la soluzione è nella cogestione condivisa dei problemi. Non si può pensare di prevenire il terrorismo in questo modo, sarebbe straordinariamente pericoloso”.

I rapporti con il mondo militare: Quali sono i suoi rapporti con il mondo militare? “Ho trovato più diffidenza quando mi sono occupata di crisi industriale, il mondo militare mi ha accolto senza troppi patemi. Conosco i loro problemi, anche se per una donna occuparsi di queste cose non è consueto”.  La monista ha anche confessato di aver vissuto momenti difficili, soprattutto quando ha dovuto prendere atto della morte “di quattro ufficiali piloti morti nella scontro fra due Tornado dell’Aeronautica il 19 agosto scorso nei cieli dell’ascolano nelle Marche”. Ma ci sono stati anche momenti belli, come quando era stata ad Herat, quando un reggimento siciliano le ha servito “una colazione a base di dolci siciliani”.

Il referendum: La Pinotti mostra molta attenzione anche ad altre dinamiche, ma chiede di “non confondere le elezioni amministrative con quelle politiche”. Poi c’è il referendum. “Il mio è un sì convinto. Finalmente finirà il cameralismo perfetto: i tempi delle decisioni verranno ridotti. Il risparmio più forte è la riduzione dei tempi. Se ne parla da 30 anni, sarà un miglioramento soprattutto per i cittadini. E non ci saranno più decretazioni d’urgenza.  Certo la legge potrebbe essere non perfetta, ma è in sostanza profonda è cambiamento positivo.

L’antipolitica: Come si cura l’antipolitica? “Prima di tutto occorre trovare soluzioni per far riprendere la macchina del lavoro: l’antipolitica nasce in questo brodo di coltura”, ha concluso la Pinotti, “ma i tempi del cambiamento non sono immediate”.

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