Monaco, il racconto: “Ero al telefono con un amico, poi gli spari e non l’ho più sentito”

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Orhan T. è un uomo di Monaco di Baviera ed era al telefono con un suo amico quando ha udito distintamente diversi colpi di pistola. “Poi non ho sentito più nulla”, racconta il giovane ai quotidiani tedesci, con le lacrime agli occhi. “Non ha più risposto alle mie telefonate, né a quelle dei suoi genitori. Era insieme a mio fratello, e al momento anche di lui non sappiamo niente”. Sono immagini strazianti quelle che arrivano dai tg tedeschi. Cambiano i luoghi, cambiano i contesti, ma sembra di assistere alle stesse scene di Parigi, Bruxelles, Nizza. Persone comuni colpite da attacchi terroristici o agguati di folli.

Un anziano, padre del 37enne Murat, spiega di essere uscito di casa non appena ha saputo della sparatoria e di essersi recato, a piedi, nel centro commerciale per cercare suo figlio, ma di non averlo ancora trovato. Altri testimoni della tragedia riferiscono di essere stati allontanati dalla polizia e di essere usciti dal Mc Donald’s: “Andandomene ho cercato di afferrare tutti i bambini e di portarlo via, in un luogo sicuro”.

Ma nella città bavarese, a pochi chilometri dal luogo teatro della sparatoria, c’era almeno una ragazza italiana: “Mi trovo a Monaco e nel momento della sparatoria mi trovavo in un bar del centro. I baristi ci hanno portato nelle cucine che sono interrate e hanno chiuso tutto. Ora ci sono le guardie speciali per Monaco ma neanche noi sappiamo esattamente cosa sia successo”, ha raccontato la donna a The Post Internazionale.

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