Montechiaro vietata ai profughi senza certificato medico

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Senza certificato sanitario il paese diventa off-limits. Almeno per migranti e profughi. E’ quanto stabilisce l’ordinanza con cui il sindaco Paolo Luzi di fatto impedisce la dimora, anche occasionale, di persone provenienti da nazioni dell’area africana od asiatica che risultino prive di regolare attestato che certifichi l’assenza di malattie infettive e trasmissibili. Divieto che riguarda qualsiasi struttura di accoglienza e comunque si riferisce a tutto il territorio comunale.
La spiegazione
«Nessuna azione razzista»: interviene subito il primo cittadino, allontanando facili etichettature, precisando: «è semplicemente un atto che va nell’ottica della tutela della salute della popolazione residente. Voglio essere certo che non vi sia alcun rischio. E’ nelle prerogative del ruolo del sindaco e la voglio esercitare».
I precedenti
Prima di Montechiaro analoga ordinanza era stata pubblicata ad Alassio e il Comune aveva anche vinto il ricorso innanzi al Tar. Lo stesso aveva fatto il Comune di Carcare ma in questo caso il prefetto di Savona aveva dichiarata nulla l’ordinanza. Nella capitale della Val Rilate l’atto è stato siglato mercoledì e la popolazione è stata subito informata attraverso una comunicazione inviata a tutte le famiglie. «Prima di dubbi e interpretazioni strumentali ho illustrato personalmente che si tratta di un’azione preventiva in una comunità sul cui territorio operano centri estivi, scuole, micronido, una casa di riposo con 75 anziani e c’è un distretto sanitario. Non vorrei che il contatto con persone che provengono da situazioni di miseria e dove non sono rare epidemie, potessero risultare potenzialmente pericolose».(…)

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