Negoziante lascia il wi-fi libero. E arrivano centinaia di immigrati

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Haitian immigrants play dominoes at the town square in Inapari, Peru's border with Brazil, February 2, 2012. Over 250 Haitian immigrants have been stuck in Inapari , a remote border town some 1,620 km (1,005 miles) southeast of Lima, hoping to enter Brazil, after Brazil's government closed the border for them. Haitians are looking for opportunities in Brazil, which has enjoyed years of growing economic prosperity and attracted billions of dollars in foreign investment. Brazil recently agreed to grant work visas to thousands of poor Haitians escaping the quake-ravaged nation, but Brasilia is looking to stem illegal immigration. REUTERS/Mariana Bazo (PERU - Tags: SOCIETY IMMIGRATION POLITICS BUSINESS EMPLOYMENT)

Un privato, probabilmente ignaro dell’attività virtuale dei profughi, ha lasciato libero il suo wifi. Centinaia di immigrati si sono riversati nel centro per rubargli la connessione, ma hanno causato nuemorosi disagi

Treviso è invasa dai profughi che vanno a caccia del wifi libero: da qualche giorno si sono riversati nella via principale del centro per “rubare” la connessione di un privato.

Sono appoggiati alle colonne dei portici, alle vetrine dei negozi e con lo sguardo basso sul cellulare navigano tutto il giorno. Così passano le loro giornate gli immigrati a Treviso. Il comune ha disattivato temporaneamente il wifi, così i profughi hanno cercato e trovato alternative valide per rimanere connessi con amici e parenti lontani.

Da qualche giorno, hanno “rubato” quello che volevano: nella via più chic della città, un privato, ignaro dell’attività degli immigrati, ha lasciato la sua wifi senza password. In questo modo, gli starnieri si sono collegati senza problemi e passano le loro giornate nel centro cittadino. I commercianti, però, non giovano tanto della leggerezza del privato generoso e hanno avvertito la polizia.

“Non fanno nulla di male, ma questi assembramenti davanti alle vetrine non agevolano i nostri affari. Sarebbe meglio si spostassero in altre zone” – spiegano i commercianti. La polizia locale ha immediatamente constatato la presenza del wifi libero e sta cercando di rintracciare il privato. Tra i negozianti è partita anche la caccia al generoso dispensatore di giga: “Lo stiamo cercando per avvertirlo e per chiedergli di attivare una password. Solo così potremo cacciare i profughi dalle nostre vetrine”. I giovani profughi, intanto, se ne infischiano dei disagi che hanno causato e continuano a chattare.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/privato-non-mette-password-wifi-e-attira-nel-centro-immigrat-1251142.html