Nigeriano assale operatori della Caritas e poi si scaglia sui poliziotti: arrestato

64

Vandalismi e aggressioni con cadenza quasi quotidiana. Oggetti spaccati e atteggiamenti violenti verso altri migranti e operatori. Sono questi i comportamenti di Philipp Omhenimehn, cittadino nigeriano di 30 anni, che hanno esasperato gli operatori della Caritas fino a chiederne l’allontanamento dalla struttura “Casa Sara” al civico 2 di via Castel Weinegg. Una richiesta che è stata accolta dalla questura di Bolzano che ha così inviato gli agenti dell’ufficio immigrazione ad Aslago per la notifica e l’allontanamento di Omhenimehn dalla struttura. Una comunicazione che ha mandato su tutte le furie l’accusato che, alle 15 di ieri pomeriggio, ha perso il controllo prendendosela con chiunque avesse a tiro. Minacce e violenze che hanno reso necessario l’intervento degli uomini della squadra volante coordinati da Antonio Caliò in supporto ai colleghi del settore immigrazione.

Al loro arrivo, però, i poliziotti hanno dovuto affrontare Omhenimehn che non ci ha pensato due volte a scagliarsi contro gli agenti. Nella collutazione un poliziotto è rimasto anche ferito ad un polso. L’uomo, senza fissa dimora, è stato alla fine immobilizzato e portato in questura per tutti gli accertamenti del caso. Si tratta di un asilante. Per lui è scattato l’arresto per minaccia aggravata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Adesso si trova nel carcere di via Dante in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. Diventano sempre più frequenti, però, le aggressioni ai danni di poliziotti (o carabinieri) che intervengono per sedare o fermare soggetti pericolosi.

Le reazioni sono generalmente più violente rispetto al passato e a farne le spese sono spesso gli agenti operativi come, in questo caso, gli uomini della volante.Casa Sara (insieme a Casa Aaron), invece, risponde a un preciso progetto di accoglienza dei migranti. Negli ultimi 12 mesi ha dato un tetto temporaneo a 46 giovani uomini. I Paesi più rappresentati sono stati Afghanistan, Pakistan, Iraq, Nigeria e Gambia. Tutti i profughi sono ospitati in strutture dove autonomamente possono svolgere le loro attività quotidiane e, nell’ultimo anno, volontari e collaboratori della Caritas hanno impartito loro 1.500 ore di lezioni di lingua italiana e tedesca. I profughi vengono così sostenuti nel loro sforzo d’integrazione nella società altoatesina, affinché abbiano la possibilità di costruirsi un futuro senza persecuzioni, violenze e paura.

Fonte: Qui