NON SOLO SCAFISTI, CHI SONO I “FACILITATORI” DELL’IMMIGRAZIONE, UN FENOMENO FORTE IN CRESCITA

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I “facilitatori” dell’immigrazione clandestina, è risaputo, giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo incontrollato degli sbarchi.

E guadagnano, ovviamente, cifre più che considerevoli. Non si tratta solo di scafisti. Per “facilitatore”, infatti, deve intendersi chiunque agisca al di fuori della legalità, ma all’interno di quest’industria fiorente. Ricercatori di clienti, operatori economici, contrabbandieri e, ovviamente, scafisti: un insieme composito che cresce nei numeri di anno in anno. A documentarlo sono i dati di questo rapporto rilasciato da Frontex.

Se nel 2013, infatti, i “facilitatori” rilevati risultavano essere 7.252, oggi sono 12.568. Un dato complessivo quasi raddoppiato in soli 3 anni. E per gestire il fenomeno dell’immigrazione, questi soggetti operano ovunque: nell’entroterra, sulle coste, in aria e in acqua. Cercano clienti, gestiscono la logistica del viaggio, predispongono e seguono le modalità di pagamento.

Un vero e proprio esercito sommerso. La loro provenienza è composita: come mostra un rapporto di Frontex, molti tra gli individuati non hanno dichiarato la propria nazionalità. Il gruppo più grande è quello dei marocchini:1.232. Seguono 686 albanesi, 638 spagnoli e 503 italiani. Le persone di nazionalità italiana rappresentano il 4% del totale. I 490 francesi, il 3.9%. Anche gli europei, insomma, danno il loro “contributo”.

I “facilitatori” italiani, almeno quelli individuati, starebbero diminuendo: nel 2013 ne vennero rilevati 675, quasi 170 persone in più rispetto ai dati attuali. La statistica, nel totale, fa emergere un fenomeno di grossa portata. Ma la situazione, forse, è ancor peggiore della fotografia derivante dai dati Frontex. Secondo quanto riportato in questo pezzo, infatti, l’Europol avrebbe un database con i profili di “40mila trafficanti di esseri umani riconosciuti come tali”.

E tra il 2016 e il 2017, l’incremento del numero di questi sarebbe stato del 24%:17.459 unità in più. La motivazione potrebbe essere proprio l’incremento esponenziale del fenomeno dell’immigrazione clandestina. Le tempistiche, almeno, permettono di sospettarlo.

Un capitolo a parte meriterebbe, poi, il metodo di pagamento messo a punto dai trafficanti per completare queste operazioni. Secondo l’Unicef, infatti, “il 90% delle persone che arrivano in Europa pagano dei contrabbandieri che offrono il “servizio” di trasporto”. Nel 52% dei casi, invece, il pagamento avviene mediante soldi cash. Il 13% delle volte, poi, a pagare sarebbero le famiglie già presenti in Europa di coloro che desiderano arrivare.

La metodologia più interessante e di più difficile tracciabilità, però, è l’hawala. Un sistema di trasferimento di denaro del tutto informale, basato sull’assicurazione da parte del debitore e sulla comunicazione di una parola d’ordine tra gli hawaladar, gli intermediari finanziari. Una via di mezzo, insomma, tra una lettera di cambio e un contratto d’assicurazione. Il tutto per via verbale, quindi quasi impossibile da individuare. Metodi sofisticati, cambi di rotte continuativi e numeri spaventosi, per chi ha deciso di fare dell’immigrazione un fruttuoso business economico. I numeri crescenti, in definitiva, dimostrano quanto per alcuni stia diventanto ghiotto l’affare “immigrazione clandestina”.

Fonte: qui