Non vogliono essere identificati: altri 30 migranti tentano la fuga dai centri

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Un momento delle operazioni di soccorso a 3 gommoni, con a bordo in totale 371 persone, da parte di Nave Peluso CP905 della Guardia Costiera, 12 aprile 2016. ANSA/ UFFICIO STAMPA ++HO -NO SALES EDITORIAL USE ONLY++

Le provano tutte per non farsi identificare. Una trentina dei 324 migranti giunti all’hotspot di Taranto con bus provenienti da Reggio Calabria sono fuggiti dal centro per evitare l’identificazione. Dopo le ricerche, sono stati poi individuati da polizia e carabinieri e riaccompagnati nell’hotspot. Nei giorni scorsi erano sorti problemi dopo l’espulsione di duecento marocchini, muniti di foglio di via che impone loro entro sette giorni di lasciare l’Italia. Nel frattempo, però, sono liberi di circolare.

Migranti si cospargono i polpastretti di colla

Sempre nei giorni scorsi, alcuni migranti si sono cosparsi i polpastrelli di colla per ostacolare l’identificazione. Ma la polizia si è attrezzata con dei solventi per superare anche questo problema. Iprofughi potranno restare nell’hotspot per massimo 72 ore prima di essere trasferiti in altri centri di accoglienza nazionali. Chiediamo con forza, ha detto Luca Contrario della compagnia Welcome Taranto, «una struttura in cui accogliere chi viene respinto dall’hotspot ed ha pochi giorni per abbandonare».

Emergenza in Sardegna

L’emergenza profughi si fa sempre più sentire in Sardegna. Il nuovo arrivo di migranti ha creato non pochi problemi per l’accoglienza. Nonostante i bandi della prefettura di Cagliari, sono poche le adesioni ricevute e dopo gli ultimi sbarchi, 667 il 21 marzo scorso, i posti disponibili sono quasi finiti. Nel frattempo, si sono ulteriormente allargate le quote destinate per l’Isola, passate da cinquemila a seimila.

Non vogliono essere identificati: altri 30 migranti tentano la fuga dai centri