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Nuovo allarme a Bruxelles, pacco sospetto con polvere bianca su autobus

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Il governo federale belga si appresta a inviare funzionari del ministero dell’Interno a Molenbeek, comune dell’agglomerato di Bruxelles da dove provenivano o dove erano stati diversi tra gli autori o sospetti degli attentati del 13 novembre a Parigi, per aiutare il comune a svolgere i controlli presso tutti i domicili.

Ad annunciarlo alla RTBF è stato il ministro dell’Interno federale Jan Jambon. Il numero di agenti coinvolti e la data di inizio delle operazioni dovranno ancora essere concordati con il sindaco del comune, Françoise Schepmans, riferisce l’agenzia Belga.

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Si tratta di un “elemento urgente nel quadro di un piano globale”, ha precisato il ministro, recentemente nominato coordinatore per la situazione a Molenbeek. Jambon aveva annunciato qualche giorno fa questa decisione spiegando che si trattava di una misura necessaria per risolvere il problema della radicalizzazione nel comune; in un’intervista a Nieuwsblad aveva definito “inaccettabile” il fatto di non sapere chi si trova sul territorio del comune. “Attualmente ci sono appartamenti in cui due persone risultano ufficialmente iscritte, ma nei quali vivono in dieci”.

Ecco perché, aveva aggiunto, è necessario controllare casa per casa. A questo vanno aggiunte misure in materia di istruzione, allestimento del territorio e pari opportunità per “dare un futuro ai giovani dai 15 e 16 anni”.

Ma il sindaco di Molenbeek, all’emittente belga RTBF, si è detta “non interessata ai funzionari”. “Ciò di cui abbiamo bisogno sono poliziotti federali che vengano a rafforzare la presenza di polizia locale sul terreno, che vengano a lavorare alla deradicalizzazione”.

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