Il Sud con Salvini

ORA LA BOLDRINI TENDE LA MANO ANCHE AGLI ALBANESI: “INTEGRIAMOCI, SIAMO UNA SOCIETA’ APERTA”

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«L’integrazione è un processo che le persone in arrivo e il paese che le accoglie devono portare avanti insieme. All’inizio gli albanesi hanno affrontato difficoltà e subìto anche discriminazioni, ma abbiamo saputo dimostrare la forza di una società aperta». Laura Boldrini non cambia linea: l’accoglienza, prima di tutto, come ribadito a Montecitorio al Presidente della Repubblica albanese Ilir Meta, che ha scelto l’Italia come destinazione della sua prima visita all’estero nel nuovo incarico che ricopre da luglio. La Presidente della Camera, nel complimentarsi con l’ospite per l’elezione, ha sottolineato le eccellenti relazioni che intercorrono tra i due Paesi: «Avere un’Albania stabile e vicina all’Unione europea vuol dire per noi poter contare su un partner affidabile. Abbiamo molte imprese italiane in Albania e molti studenti nelle vostre università. La Presidente – spiega una nota di Montecitorio – ha rimarcato i grandi progressi compiuti nei rapporti tra i due Paesi rispetto alla situazione dei primi anni Novanta. Venti anni fa non si poteva immaginare questo sviluppo. La vostra comunità qui è molto numerosa e produttiva. E’ fatta di imprenditori e di molti giovani: gli universitari albanesi sono il gruppo nazionale più grande tra gli studenti non comunitari degli atenei italiani, la loro presenza è per noi motivo di soddisfazione».

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Musica per le orecchie di Meta, che ha messo in evidenza l’ottimo rapporto tra i due Paesi e una visione condivisa del percorso futuro: «Voglio ringraziare l’Italia per il sostegno che ci sta dando nel nostro cammino di avvicinamento all’Unione Europea. Siamo impegnati nelle necessarie riforme e speriamo che presto si possano aprire i negoziati per il nostro ingresso. Sappiamo di avere nell’Italia un partner fondamentale e comuni interessi alla stabilità e alla sicurezza». Nell’incontro è stato ribadito anche l’impegno a sviluppare ulteriormente la collaborazione tra le rispettive istituzioni parlamentari. FONTE

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