Ora Obama ammette: “Il mio più grande errore? Non avevo un piano in Libia”

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Obama torna a mostrare insofferenza per la guerra in cui è stato trascinato da Sarkozy e Cameron. Pur difendendo l’intervento militare del 2011 ammette: “Non avevamo un piano per il dopo Gheddafi”. E questo ha aperto le porte all’Isis

Mentre si avvicina la fine del secondo mandato alla presidenza degli Stati Uniti, la Libia riaffiora tra i rimpianti di Barack Obama.

Non è la prima volta che il numero uno della Casa Bianca torna ai tragici fatti del 2011 che hanno portato alla desposizione di Muhammar Gheddafi e al disfacimento dello Stato libico aprendo la strada ai tagliagole dello Stato islamico. Adesso che è ormai troppo tardi per guardare indietro, Obama ammette di non aver mai avuto un piano per il dopo Gheddafi. È l’ammissione di un’incapicità a gestire una guerra fatta esplodere dall’alleato Nicolas Sarkozy, al tempo presidente della Francia, e che ha trascinato nel fango e nel sangue tutto l’Occidente.

Chiamato a indicare quale sia stato il suo “più grande errore” negli otto anni trascorsi alla Casa Bianca, Obama non ha avuto alcun dubbio nell’indicare il pasticcio libico. “Il mio più grande errore – ha ammesso – è stati non aver avuto un piano per cosa fare in Libia”. Dopo l’attacco delle forze Nato, che nel 2011 portò alla caduta di Gheddafi e al caos successivo in cui hanno trovato terreno fertile le milizie dell’Isis inviate dal califfo Abu Bakr al Baghdadi, gli Stati Unito e l’Unione europea rimasero a guardare il disfacimento della Libia come Stato e la lenta presa di potere da parte di tribù jihadiste. Tuttavia, in uno stralcio dell’intervista concessa alla rete conservatrice e a lui più ostile, la Fox News di Rupert Murdoch, Obama ha difeso l’intervento militare in sé: “Era la cosa giusta da fare”.

In realtà, Obama fu spinto a entrare in guerra, nonostante la sua manifesta riluttanza, dalle insistenze da Sarkozy e dal premier britannico David Cameron. Tanto che alla Casa Bianca venne coniata l’espressione “leading from behind” (“guidare da dietro le quinte”). Non solo. Con le dichiarazioni rilasciate alla Fox News, il presidente americano contraddice quanto affermato solo lo scorso mese in una lunga intervista sulla “Dottrina Obama” in politica estera a The Atlantic in cui aveva apertamente sostenuto che era stato “un errore” intervenire militarmente in Libia. Obama aveva, infatti, ammesso di aver sbagliato ad “avere troppa fiducia nel fatto che gli europei (il riferimento è a Sarkozy e Cameron, ndr), vista la vicinanza con la Libia, si sarebbero impegnati di più nel cosa fare dopo” i raid e la caduta del regime nel Paese che invece venne abbandonato a sè stesso.

Fonte: Il Giornale