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Ora Putin risponde a Erdogan: missili aria-aria contro i caccia turchi

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Che il dialogo tra Mosca e Ankara fosse ridotto ai minimi termini, non serviva certo il rifiuto diVladimir Putin a incontrare Recep Tayyip Erdoğan a margine della conferenza sul clima di Parigi per capirlo.

Ancora oggi si sono registrati momenti di tensione nello Stretto dei Dardanelli quando un’imbarcazione di supporto logistico della Marina militare russa ha incrociato un sottomarino turco. Non solo. Per la prima volta i bombardieri russi Su-34 impegnati in Siria hanno preso il volo equipaggiati con missili aria-aria. Fonti dell’aviazione russa precisano che si tratta di una misura di autodifesa decisa dopo l’abbattimento di un caccia Su-24 di Mosca ad opera degli F-16 turchi, il 24 novembre.

“Non ci possiamo scusare per aver fatto il nostro dovere”. Dopo aver incontrato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg al quartier generale dell’alleanza atlantica, il premier turco Ahmet Davutoglu torna a mostrare i muscoli alla Russia. Ma è solo una mossa di facciata. Perché, dopo l’abbattimento del jet russo impegnato nei bombardamenti contro le postazioni dello Stato islamico in Siria, tocca a Putin fare la prossima mossa. Che arriva puntuale. Oggi, mentre le spoglie del pilota del Su-24 russo abbattuto martedì scorso dalle forze di Ankara sono state restituite alla Russia, Putin fatto sapere che non avrebbe incontrato Erdogan a margine della conferenza sul clima di Parigi. Il governo russo ha vietato la vendita di pacchetti turistici per la Turchia e i voli charter, i collegamenti aerei regolari con questo Paese sono stati posti sotto speciale controllo dal punto di vista delle misure di sicurezza. Non solo. Durante la prossima finestra di mercato i club russi non potranno più tesserare calciatori turchi. “Le sanzioni economiche per ora non colpiscono la produzione industriale – avverte il vice premier russo Igor Shuvalov – ma la loro lista potrebbe essere estesa”. Le sanzioni sono solo una facciata delle contro misure adottate dal Cremlino. Alcuni cacciabombardieri russi Su-34 hanno volato in Siria per la prima volta con missili aria-aria per autodifesa (guarda il video). Secondo il Daily Mail, poi, i piloti saranno armati di pistole e kalashnikov per difendersi se attaccati.

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Dalla sua Erdogan ha l’appoggio di Barack Obama. “I dati degli Stati Uniti confermano la versione della Turchia sull’abbattimento del jet russo”, ha ribadito oggi l’ambasciatore americano presso la Nato, Douglas E. Lute, specificando che “l’aereo russo era in Turchia, è stato ’ingaggiatò in Turchia ed è stato ripetutamente avvertito”. Lute ci ha, poi, tenuto a ricordare che quella “non era la prima incursione russa nello spazio aereo turco” e che nello scambio di informazioni concordato con la Russia “di sicuro non c’era un piano di volo che prevedesse la violazione dello spazio aereo della Nato”. Washington sembra non tener conto del dubbio ruolo di Erdogan nella guerra allo Stato islamico: l’immigrazione usata come bomba contro l’Unione europea, le frontiere aperte ai foreign fighter che vogliono raggiungere il Califfato e che dalla Siria vogliono tornare nel Vecchio Continente e, soprattutto, gli scambi economici con i tagliagole dell’Isis. E, in chiave anti russa, Obama finisce per favorire ancora una volta un nemico dell’Occidente.

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