ORA TOCCA A RENZO PIANO UNIRSI AL DIGIUNO PRO IUS SOLI: “I FIGLI DEGLI IMMIGRATI SONO ITALIANI”

2

Dopo Cecile Kyenge e Rosy Bondi, dopo il ministro Graziano Delrio e il presidente Laura Boldrini, anche Renzo Piano si accoda ai digiunanti.

Tutti a fare lo sciopero della fame. “La parola ‘invece’ non è (ancora) da pronunziare – spiega in una intervista a Repubblica – io ci credo davvero che i senatori, i miei colleghi, non butteranno via questa occasione di civiltà e troveranno il modo di approvare questa legge, per quanto imperfetta essa sia”. E, in nome dello ius soli, si accoda anche lui a seguire quella che è l’ultima moda di una sinistra antidemocratica. In barba al volere della stragande maggioranza degli italiani, che è contraria a regalare la cittadinanza ai figli degli immigrati, provano a imporci il loro volere a suon di demagogia.

Piano e compagni saltano il pasto una volta a settimana. Lo chiamano sciopero della fame, ma ci aggiungono “a staffetta”. Quindi,più che un digiuno che ti secca le fauci è una dieta. Ma tant’è. La campagna in nome dello ius soli ha già contagiato un po’ tutti quanti a sinistra. L’ultimo (in ordine di tempo) è, appunto, Renzo Piano, l’archistar fatta senatore a vita dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Li invito tutti, di destra, di sinistra e di centro, di sotto e di sopra, a parlarne la sera, a casa, con i figli e con i nipoti – spiega nell’intervista a Repubblica – basterà ascoltarli per capire che sarebbe un delitto contro di loro, contro i loro compagni di scuola, contro i loro simili e contro la tanto sbandierata italianità. Continuare a negare a dei bimbi, che sono italiani come i nostri figli, i diritti di ogni altro italiano – continua – è tradire la nostra italianità, una crudeltà indegna dell’Italia”.

La maggioranza non ha la forza, in parlamento, per approvare la legge sulla cittadinanzafacile. E così tira in ballo la solita intellighenzia rossa per preparare il terreno al blitz. “Il gioco-forza del Pd per approvare lo ius soli è ridicolo – sbotta il senatore Maurizio Gasparri – tra finti scioperi della fame e forzature parlamentari come l’ipotesi del ricorso al voto di fiducia, si stanno scavando la fossa”. La cittadinanza non c’entra nulla con l’integrazione. Eppure Piano e compagni ci vogliono far credere il contrario. “Tutto questo materiale, che alimenta la paura, svanisce subito dinanzi alla fisicità e alla verità di quei bimbi. Ecco perché – continua l’archistar – invito i miei colleghi ad andarli a cercare nelle nostre scuole come ho fatto io. E mi rivolgo anche alle mogli dei miei colleghi, mamme italiane che, quando vogliono, sanno come convincerli: riescono persino a ‘ingravidare’ i loro mariti”.

Il Giornale