ORRORE IN BAGLADESH – DONNA CRISTIANA DATA ALLE FIAMME

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Maya Karmokar stava dormendo nella sua abitazione quando gli assalitori sono entrati in casa e l’hanno cosparsa di benzina. L’azione è stata fulminea

Ancora violenze in Bangladesh. Una donna cattolica è stata cosparsa di benzina e data alle fiamme.

Si chiama Maya Karmokar, 45 anni, e vive nel villaggio di Kajura, nel distretto di Jessore, nel sud ovest del Paese.

La giovane stava dormendo nell’abitazione che condivide con la madre, quando gli assalitori sono entrati in casa e l’hanno attaccata. L’azione è stata fulminea e gli aggressori – ancora senza un nome – sono fuggiti in pochi attimi.

Le grida di dolore gli hanno salvato la vita

I parenti, che abitano nelle vicinanze, sentendo le urla, sono riusciti ad arrivare appena in tempo per portarla d’urgenza all’ospedale, dove i medici gli hanno diagnosticato gravi ustioni su gran parte del corpo.

Ora Maya Karmokar è rientrare a casa ed è seguita da un medico locale. Purtroppo le sue condizioni economiche non gli permettono di poter pagare un trattamento sanitario specialistico.

Cattolici nel mirino

La comunità cattolica di Shimulia – di cui fa parte anche il villaggio Kajura – composta da circa 4 mila fedeli, in maggioranza poveri e bisognosi, è sconvolta. La violenza che ha subito Maya Karmokar non è la prima aggressione che patiscono i cattolici del Paese. E non è la prima volta che gli assalitori utilizzano il fuoco.

Nel novembre del 2015, quattro famiglie cattoliche di un piccolo villaggio nel nord del Bangladesh erano riuscite a sopravvivere miracolosamente all’attacco di un gruppo di estremisti musulmani che aveva dato alle fiamme le loro case.

Un bagno di sangue

Prima dell’assalto al ristorante nel quartiere diplomatico di Dacca, del primo luglio scorso, dove sono state uccise venti persone – compresi nove italiani –, i radicali islamici hanno rivendicato quasi 50 omicidi. Un vero e proprio bagno di sangue. Nel mirino ci sono tutti: blogger, stranieri, musulmani moderati, cristiani, indù, accademici, poliziotti e attivisti per i diritti umani.

Fonte: Il Giornale