Il Sud con Salvini

PAOLO BECCHI – I calcoli sbagliati di chi pensa di fermare il Carroccio in ascesa

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di Paolo Becchi su Il Secolo XIX, 17/09/2017


Quello che sta succedendo con la vicenda processuale che riguarda a Lega Nord è sotto gli occhi di tutti. È abbastanza sorprendente, per non dire paradossale, che lo stesso Tribunale di Genova che invitava il partito a costituirsi come parte civile, parte cioè offesa dal comportamento dell’ex tesoriere e dell’allora segretario del partito, sequestri oggi preventivamente tutti i fondi della Lega, come se il partito in quanto tale fosse colpevole. Salvini, è vero, alla fine non si è costituito parte civile: il rispetto nei confronti del fondatore del movimento, Umberto Bossi, malato e ormai politicamente da lui sconfitto, lo ha fatto desistere dal colpo di grazia. Deve per questo pagarne le conseguenze giuridiche, solo perché moralmente non ha voluto “uccidere” il padre? A me sembra di no. I giudici sono stati di parere diverso. E poi una confisca preventiva di tali proporzioni ( circa 49 milioni di euro) sarebbe almeno dovuta avvenire a sentenza definitiva. Il provvedimento preso dal Tribunale è, diciamolo pure, anomalo. Credo che non trovi precedenti nella storia del finanziamento pubblico ai partiti della Repubblica. Anzi nei confronti della “Margherita” di Rutelli i giudici punirono l’ex tesoriere salvando completamente il partito. Perché dunque tanto accanimento giudiziario nei confronti della Lega di Salvini?

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Mi sembra ovvia la risposta. La Lega sta crescendo più di quanto risulti dai sondaggi truccati, sta crescendo troppo e troppo in fretta, come si è vi-sto molto bene anche nella nostra città, dimostrando di saper governare città, regioni e in prospettiva l’intero paese. Bisognava dunque fermarla. E l’uso politico della magistratura nel nostro paese non è una novità. Chiudere il rubinetto dei finanziamenti pubblici proprio nel momento in cui se ne ha più bisogno, vale a dire all’inizio di una lunga e costosa campagna elettorale nazionale, era il modo migliore per mettere in difficoltà la Lega.

Oggi a Pontida Salvini, pur parlando come al solito a braccio, ribadirà quanto ho appena scritto. E per certo aggiungerà che se credono in questo modo di fermare la Lega si sbagliano di grosso. Insomma, avrà buon gioco a mostrare che la Lega comincia a fare paura politicamente per la sua crescente forza ed è per questo si cerca di fermarla per via giudiziaria. Una buona occasione insomma per galvanizzare i militanti.

Forse però non tutto il male viene per nuocere. Da tempo si parla della trasformazione della Lega in partito nazionale. Salvini non ha fatto ancora il passo decisivo in questa direzione, forse perché ancora troppo legato proprio a quelle radici che oggi giudiziariamente lo mettono in difficoltà. Sarebbe l’occasione da cogliere al volo per levare l’àncora e andare in mare aperto, libero dal peso del passato, verso quella Lega nazionale che potrebbe rappresentare la vera novità alle prossime elezioni politiche. La Lega di Salvini non è più quella di Bossi, e i giudici possono colpire solo Bossi e non Salvini.

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