“IL PAPA NON CONDANNA LA JIHAD”; IL TERRIBILE SOSPETTO DI GIORDANO SU BERGOGLIO

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Caro Mario Giordano, a proposito dell’assassinio del sacerdote cattolico francese Jacques Hamel da parte di un islamico militante dell’Isis, il teologo Bruno Forte, intervistato dal Corriere della Sera del 29 luglio, ha affermato, tra l’altro, che «i terroristi hanno motivazioni pseudo-religiose, perché nessuna violenza in nome di Dio può essere giustificata. Anche nel Corano, lo jihad è lotta con se stessi per vincere il male».

Quest’ultima frase mi induce a pensare che i casi sono due: o il teologo non ha mai letto il Corano, oppure difetta di capacità interpretative. Caro Giordano, qual è la sua opinione?  Calogero Chinnici via mail

Ieri abbiamo pubblicato qui un elenco di sure che credo non lasci spazio a alcun dubbio sulla violenza insita nel Corano. Nessuna persona dotata di buon senso può pensare che il jihad sia una «lotta con se stessi», a nessuna persona dotata di un minimo di lucidità può sfuggire che la conversione degli infedeli, anche mediante la forza, sia il fine ultimo di ogni buon musulmano, e d’altra parte penso che il teologo Bruno Forte, così come Papa Francesco, siano persone di buon senso, eccome, e anche molto intelligenti, o come dice lei «dotate di capacità interpretative».

E allora perché questo che Giuliano Ferrara ha giustamente definito «uno scandalo»? Perché, cioè, lo scandalo di una Chiesa che di fronte a un prete sgozzato sull’altare, durante la messa, non parla di guerra di religione, ma «preferisce infilare la filastrocca degli interessi del denaro o della lotta per accaparrarsi le risorse»? Perché negare l’evidenza? Perché continuare a nascondere pericolosamente ciò che è chiaro a tutti? Perché non scendere in campo per difendere la cristianità attaccata al cuore? Perché? Perché? Perché? Ho letto in questi giorni le interpretazioni più sottili e più diverse.

Chi dice che il Papa ha paura, chi dice che pensa a proteggere le comunità cristiane rimaste in Medio Oriente (ma proteggerle da cosa, che nel frattempo le stanno sterminando?), chi parla di pregiudizi nei confronti del mondo occidentale da parte del pontefice sudamericano, chi dice che s’è fatto intrappolare dai sensi di colpa di un terzomondista sbarcato a Roma. Io, sinceramente non lo so. E dunque, non sapendo, mi limito a riportare quel che ha scritto l’altro giorno Giuliano Ferrara, che mi sembra assai condivisibile e molto preoccupante: «Mi piacerebbe davvero pensare che la risposta a quel perché sia una risposta povera, che anche un Papa può semplicemente dire delle scemenze, ma ho paura che sia invece una risposta ricca, sofisticata, esausta, rassegnata e scandalosa».

Fonte: Qui