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Parigi, i kamikaze dello Stade de France arrivati con i barconi

di Cristiana Mangani

Sono sbarcati a Leros, in Grecia, il 3 ottobre scorso. Un barcone pieno di disperati: 197 migranti tra uomini, donne e bambini. Provenivano dalla Siria, cercavano l’Europa. Ora di quel barcone e dei suoi passeggeri si scopre che almeno due di loro potrebbero essere i kamikaze che si sono fatti saltare allo Stade de France, e per questa ragione l’intelligence parigina ha chiesto a tutte le polizie europee di indagare proprio sui quei passeggeri.

Così nei giorni scorsi ha inviato alle autorità di sicurezza dei paesi dell’Ue un elenco con i nominativi dei 197 che erano a bordo dell’imbarcazione, tutti immigrati identificati dalle autorità greche. Chiede ora la Francia che si facciano accertamenti, e anche con grande urgenza, su almeno 140 di questi, uomini e donne, visto che gli altri erano minori. L’obiettivo è conoscere più informazioni possibili su quello strano gruppo di passeggeri: vanno ricercati per verificarne nuovamente l’identità, individuare i loro spostamenti in Europa, scoprire come sono arrivati e da dove sono arrivati in Turchia, con chi hanno avuto contatti prima e dopo gli attentati. Il sospetto delle autorità è che tra di loro vi possano essere dei complici degli attentatori entrati in azione venerdì 13 o, anche, altre cellule pronte a colpire in diversi paesi, o di nuovo nella stessa Francia.

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I CODICI GENETICI
Per facilitare il lavoro dei colleghi europei, i francesi hanno inviato il dna e le impronte digitali degli attentatori identificati e di quelli ancora da identificare, chiedendo di verificare se nei database vi fossero elementi a loro riconducibili. La speranza è di riuscire a risalire ad alcuni di questi, o almeno a ricostruire il percorso che hanno seguito. Sullo stesso barcone, è questo è cosa nota, c’erano M al-Mahmood e Ahmad al Mohammad, i due kamikaze dello stadio. Il sospetto, quindi, è che altri individui con intenti terroristici siano riusciti a infiltrarsi ottenendo lo status di rifugiato in Europa.

LE FALSE IDENTITA’
C’è poi un altro giallo che accompagna quel viaggio e quello sbarco: dopo l’attentato a Parigi, gli investigatori hanno trovato un passaporto siriano sul corpo di uno dei kamikaze. Un documento apparentemente autentico, appartenente ad Ahmad al Mohammad, registrato a Leros il 3 ottobre, anche lui come disperato scappato dalla guerra. Successivi controlli avrebbero accertato che, in realtà, si tratta di un documento che non corrisponderebbe alla vera identità dell’attentatore che si è fatto esplodere fuori dallo stadio.

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