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Parigi: “Non salutano le donne”. Bufera su autisti islamici

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C’è chi si rifiuta di stringere la mano alle colleghe donne e chi scende dal mezzo per pregare in mezzo alla strada.

Chi saluta i soli passeggeri di sesso maschile e chi chiede di cambiare i turni dell’orario di lavoro per osservare le prescrizioni del Ramadan.

Succede a Parigi, nell’azienda di trasporto pubblico Ratp. Come svela una lunga inchiesta di Le Figaro, l’equivalente parigino dell’Atm o dell’Atac registra sempre più casi di comportamenti “radicali” da parte di impiegati musulmani che pretendono l’osservanza delle interpretazioni più rigide dell’islam. Una richiesta che cozza in modo vistoso con la tradizionale laicità francese e parigina, da sempre molto rigida nel confinare ogni espressione della fede religiosa all’ambito privato.

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In termini numerici i casi segnalati non sono moltissimi, appena una quarantina su 45mila impiegati nell’Ile-de-France, ma il tema si pone: tanto che nel 2005 nel contratto collettiva venne inserita una “clausola di laicità” che vieta la manifestazione della propria fede durante l’esercizio del lavoro. Tale clausola non è valsa però a frenare le “intemperanze” dei fedeli più osservanti, nell’ambito di un impiego che peraltro è assai diffuso nelle banlieues più “radicali”.

C’è poi una curiosità che fa riflettere: nel corso di quest’anno, la stessa società Ratp si era rifiutata di ospitare la pubblicità di un concerto di beneficienza con la dicitura “a favore dei Cristiani perseguitati”. Violava, si disse, il principio di laicità.

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