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Parigi, scontri tra polizia e anarchici e ambientalisti: distrutti gli omaggi alle vittime delle stragi

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A Parigi torna la tensione. Oggi, domenica 29 novembre, è il giorno della marcia (non autorizzata) di protesta ambientalista, vietata per motivi di sicurezza. I manifestanti, però, non hanno rinunciato: su Place de la Republique attivisti e cittadini prima hanno allineato mocassini, stivaletti e scarpe (tra le quali quelle di Papa Francesco), dando vita a una protesta pacifica e silenziosa. Nel primo pomeriggio, però, la situazione è sfuggita di mano.

Gli scontri – Le forze dell’ordine hanno reagito all’assembramento del corteo non autorizzato con un ripetuto lancio di lacrimogeni. Dunque anarchici, anti-capitalisti e ambientalisti hanno risposto lanciando ogni tipo di oggetto, e gli agenti li hanno respinti con piccole cariche di alleggerimento. Gli scontri sono subito saliti d’intensità: in centro, a Parigi, ancora guerriglia. Non per gli attacchi terroristici, ma perl’insensata iniziativa di un gruppo di contestatori, uniti nella protesta contro l’apertura di COP21, la conferenza mondiale sul clima che si tiene nella capitale francese.

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Lo sfregio – Non paghi, i manifestanti hanno anche distrutto gli omaggi alle vittime delle stragi parigine, utilizzati come armi da scagliare contro la polizia.

L’appuntamento – Il corteo era stato vietato per ovvi motivi di sicurezza, dopo la strage del Bataclan e dei ristoranti parigini. I manifestanti sono stimati tra i 4.500 e i 10mila. Lì’apertura della conferenza si terrà nel pomeriggio, con l’arrivo dei delegati di 193 Paesi e di oltre 150 leader e capi di Stato. I lavori, che inizieranno lunedì mattina, proseguiranno fino all’11 dicembre. In ballo un nuovo accordo globale sulla lotta ai cambiamenti climatici.

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