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Parla il guru mondiale di Isis: “Ora l’Europa è davvero in pericolo”

Peter Bergen, uno dei principali esperti mondiali del terrorismo di matrice islamica, 53 anni del Minnesota, analizza la situazione internazionale, l’Isis e il ritorno di Ramadi nel controllo del governo iracheno. “Al di là del valore simbolico e dei risvolti psicologici”, dice in una intervista a Repubblica, “la riconquista di Ramadi, una città con 600mila abitanti e capitale della provincia di Anbar, che io visitai nel 2008, è un importante risultato strategico nella guerra contro l’ Is. Ma non bisogna illudersi: l’offensiva richiederà anni. Il prossimo obiettivo militare degli iracheni, Mosul, sarà molto più difficile. Nell’ immediato potrebbe esserci un’ ondata di nuovi attentati in Occidente. E potrebbero anche nascere nuovi pericoli, per esempio da una ritrovata alleanza tra Is e Al Qaeda”.

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Bergen è stato l’unico a intervistare di persona Osama Bin Laden. A febbraio pubblicherà United States of Jihad, saggio sui foreign fighter americani. Con la liberazione di Ramadi si ridimensionerà la minaccia del terrorismo in Europa o negli Stati Uniti? “Tutt’altro”, risponde Bergen, “lo Stato islamico potrebbe cercare di dimostrare di avere ancora una rilevanza conducendo in tempi brevi nuovi attentati in Occidente.

Certo, con il tempo, l’ effetto psicologico della sconfitta del Califfato e la perdita di territorio scoraggeranno l’ arrivo di nuovi foreign fighter: soprattutto dai Paesi islamici, perché per quelli occidentali il vero ostacolo, adesso, è alla frontiera tra Turchia e Siria. Una volta penetravano facilmente”, aggiunge l’esperto, “adesso Ankara ha chiuso i passaggi e l’ Is ha perso il controllo di una lunga striscia di territorio alla frontiera”.

Fonte: qui

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