Parla un’adolescente romagnola, di origini nigeriane, soggiogata sin da piccola da una banda di integralisti islamici

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Plagiata dall’Isis, pronta a scappare in Siria e, nel caso, a farsi saltare in aria. Non è successo in qualche regione controllata dal Califfato, ma tra Parma e Modena. La protagonista è una ragazzina nigeriana di 16 anni, entrata a far parte di una compagnia di ragazzi, tutti di colore e tutti musulmani, quando era ancora una bambina difficile, che viveva a Modena. Che ha subito il lavaggio del cervello e a cui è stato insegnato ad odiare l’Italia. “Rinnegavamo insieme l’Italia e i bianchi”, ha raccontato al Giorno. “Volevo lasciare il paese. Durante quei mesi hanno cercato di inculcarmi in tutti i modi l’odio verso l’Italia, spiegandomi come in questo Paese non vi fosse posto per le persone di colore e ricordandomi come solo l’Islam mi avrebbe salvata”.

La giovane, la cui identità è stata tenuta nascosta, ha continuato a frequentare i membri di quella baby gang islamica anche quando i suoi, cristiani, si sono trasferiti a Parma. Ed ha raccontato di come, nella compagnia, si facesse uso regolare di droga; i ragazzi che gliela procuravano, che si facevano chiamare “i boxeur” e che erano più grandi di lei, rubavano, contravvenendo ai dettami dell’Islam, ma la “approcciavano in modo simpatico” e “non mettevano mai da parte il loro credo”. E le insegnavano ad odiare gli Occidentali, avendo buon gioco con lei, suggestionata sin da bambina ed in crisi, senza amicizie, lei che a scuola non si era mai integrata.

L’uso di droga, ha raccontato ai giornali, l’aveva fatta sentire libera, senza regole, ribelle ai genitori e parte di un gruppo. Facendo leva sulla sua crisi identitaria, quei fanatici l’avevano convinta che solo ‘Islam l’avrebbe salvata e resa più forte. “È come se mi avessero dato un’identità che oramai sentivo di aver perso”, ha raccontato.
La vicenda per fortuna è  lieto fine. I genitori, accortisi delle cattive frequentazioni della figlia e delle idee balzane che il gruppo di musulmani neri le stava inculcando, sono riusciti a recuperare la giovane, a riportarla in famiglia e all’originaria fede cristiana. Come? Nel modo più semplice e tradizionale. “Mio padre mi ha chiuso in casa, non mi ha fatto più uscire”, ha detto la ragazza. E alla lunga i contatti con la banda di svitati si sono interrotti. Oggi l’adolescente vive tranquilla; non tutti però possono dirsi così fortunati. Secondo le statistiche sono 4.000 gli europei che negli ultimi due anni si sono uniti all’Isis, 550 le donne, un’ottantina gli italiani.

http://www.ilpopulista.it/news/8-Maggio-2016/718/-Io–plagiata-dall-Isis.html