PESCATORI VENETI SCENDONO IN PIAZZA: ”LE TRIVELLAZIONI AMMAZZANO LA PESCA, DISTRUGGONO IL NOSTRO LAVORO, VOTATE SI’!”

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VENEZIA – I pescatori italiani, dal Veneto alla Puglia, vanno rispettati, è gente semplice che s’ammazza di fatica e talvolta muore perfino in mare per mantenere la famiglia. E i pescatori protestano contro le trivelle.

“Le trivelle in mare significano preclusione di importanti aree alla pesca”. Lo dice Giampaolo Bonfiglio, presidente nazionale dell’Alleanza cooperative pesca, che ha partecipato questa mattina alla manifestazione organizzata dai pescatori veneti alle zattere.

La pesca e’ un’attivita’ “recettore di impatto”, che “dipende dalla qualita’ dell’ambiente” e soprattutto che “si sviluppa in aree disponibili”, spiega Bonfiglio, mentre dietro di lui, i pescatori servono ai passanti piatti di pasta con le vongole e fasolari crudi, chiedendo di “votare si'” al referendum di domenica prossima.

“Ancora una volta- continua Bonfiglio- la pesca e’ vittima di economie e di interessi piu’ forti che trascurano il fatto che la pesca in Adriatico genera 300 milioni annui di fatturato e 10 mila occupati, senza considerare l’indotto. E’ un’economia da difendere e salvaguardare, sono numeri che non possono essere nascosti dalla promessa di qualche migliaio di occupati sui pozzi petroliferi”.

Secondo il presidente dell’Alleanza, e’ poi “inaccettabile per non dire incivile che attivita’ come le introspezioni realizzate con la tecnica Ergan e le trivellazioni stesse non siano sottoposte ne’ a valutazione sugli alti rischi ne’ alla valutazione ambientale strategica, parametri applicati a qualsiasi altro settore operante in mare”. Gli altri paesi ci guardano, avverte Bonfiglio, evidenziando che “e’ di questi giorni la minaccia da parte della Croazia (che ha appena varato una moratoria per vietare le trivellazioni entro le 12 miglia, ndr) di escludere dall’attivita’ tradizionale dei nostri pescherecci un’area importantissima dell’alto Adriatico, proprio per le attivita’ di ricerca ed introspezione in mare”.

In sostanza, le trivelle minacciano la pesca nell’Adriatico e un’intera categoria di lavoratori del mare verrà spazzata via dai petrolieri, se non verranno fermati.

Fonte: Il Nord