IL PIANO DELLA CAMERA PER INTEGRARE I NOMADI: “STUDENTI ITALIANI A LEZIONE DI STORIA E CULTURA ROM”

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Il nostro Parlamento ha istituito una Commissione parlamentare di inchiesta per indagare sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle periferie.

È nata nel luglio del 2016 e si è impegnata a indagare quali siano i motivi del degrado dei sobborghi più degradati d’Italia. Impegno nobile, ovviamente. Solo che, come rivela oggi il Tempo, nella bozza della relazione della commissione (di cui il quotidiano è venuto in possesso), ci sarebbero indicazioni sul pacchetto di misure da mettere in atto che strizzano l’occhio ai rom.

Nella bozza si leggerebbe che se i Rom vivono in condizioni precarie nei campi è dovuto allo “sfruttamento a fini elettorali operato talvolta da alcune forze politiche“. Cosa fare, dunque? “Bisogna attuare la Strategia Nazionale di inclusione dei Rom“, scrivono i 20 parlamentari radunati in Commissione. L’obiettivo sarebbe quello di adottare “misure di intervento nell’ambito delle politiche più generali di inclusione sociale per il miglioramento delle condizioni di vita di questa popolazione“. In sostanza si dovrebbe applicare la “Strategia Nazionale per l’inclusione di Rom, Sinti e Caminanti (2012-2020)”, programma coordinato dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR). E cosa prevede il programma? “Fondamentali iniziative per superare i campi“, tra cui quella di permettere ai rom che “la perdita dell’abitazione venga riconosciuta come sfratto nei termini di punteggio per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica“. Se invece non sarà possibile portare i nomadi nelle case popolari, allora bisognerà garantire nei campi “quei servizi minimi come il ritiro dei rifiuti da parte delle municipalizzate“. Rifiuti che però spesso diventano roghi tossici.

Non solo. Come rivela sempre il Tempo, “nella bozza si parla di una dotazione di circa 9,000,000.00 € di cui UNAR è beneficiario” per fare in modo di aiutare l’inserimento lavorativo dei rom. L’idea sarebbe quella di recuperare il programma denominato “PON Inclusione”. E come se non bastasse, per la commissione parlamentare bisognerebbe anche riscoprire “la memoria e cultura di questi gruppi“. In che modo? Semplice: “Attraverso attività educative per studenti inerenti la storia e la cultura dei rom, sinti e caminanti, nonché il fenomeno dell’antigitanismo pretendendo un focus specifico sul “Porrajmos” (lo sterminio del popolo rom durante la seconda guerra mondiale), da inserire nel calendario e nei programmi scolastici dei nostri bambini“.

I deputati, però, hanno precisato che quella rivelata dal quotidiano romano si tratterebbe solo di una prima bozza “da considerarsi in fieri e non condivisa ancora, sia per quanto riguarda il capitolo rom che altri temi“.

Il Giornale