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PIERO OSTELLINO – Chi spaccia ottimismo perde consensi

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La comunicazione di massa induce chi detiene un qualche potere, e ne deve rispondere, a trattare il suo prossimo come un sempliciotto cui si possano somministrare versioni della realtà che non corrispondono neppure minimamente alla realtà effettuale.

Le cose, in Italia, continuano a non andar bene, ma il capo del governo non manifesta il minimo dubbio a sostenere che vanno per il meglio; persino la Chiesa, dalla quale ci si aspetterebbe un maggiore e più realistico rispetto per i fatti dà, col Papa, una versione della fede che poco o nulla ha a che fare con il mondo nel quale i fatti, poi, si concretano.

Viviamo nell’era dei consumi e di una certa diffusa agiatezza, facilmente riscontrabili empiricamente. Ma nei discorsi del Papa prevalgono l’elogio della povertà e la condanna del denaro come sterco del diavolo e in quelli del capo del governo un ottimismo ingiustificato. Fortunatamente, la gente non è così sprovveduta, così che il consenso politico per Matteo Renzi è in calo e gli stessi credenti non nascondono un certo scetticismo nei confronti della predicazione pauperista di Papa Francesco. A trattare il proprio prossimo come un ingenuo non ci si guadagna, questa tecnica comunicativa non è granché redditizia. Cresce, infatti, di contro, la convinzione che le cose non vadano poi così bene. La modernità e il progresso stanno facendo giustizia della politica, della morale e persino della fede come già il Protestantesimo aveva bene intuito – mettendo costantemente l’opinione pubblica di fronte a una realtà che non corrisponde affatto a quella che gli viene immaginificamente raccontata o moralisticamente raccomandata. Si può ingannare qualcuno qualche volta, ma non tutti sempre. Il fatto stesso che si dia una versione della realtà che non corrisponde alla realtà effettuale diffonde scetticismo politico e religioso, sicché il tasso di credibilità della politica e della religione cala vertiginosamente. Forse gli interessati dovrebbero farci un pensierino e ricondurre la propria propaganda ad un livello di maggiore adesione alla realtà effettuale. Ma, probabilmente, non è nelle loro corde attenersi alla realtà.

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Ciò che vale per il capo del governo e il capo della Chiesa dovrebbe ovviamente valere anche per i media; che, però, al seguito dell’uno e dell’altro l’Italia è diventata un Paese anacronisticamente politicizzato e clericale – mostrano di non aver ancora imparato la lezione. Sono pochi quelli che informano correttamente circa la realtà effettuale, a costo di smentire premier e Papa. A dar retta ai media si ha l’impressione di vivere, da noi, nel migliore dei mondi possibili e giusti anche moralmente. Impressione, peraltro, smentita dai fatti. La disponibilità di denaro da spendere continua ad essere elevata, e, soprattutto, benedetta come vuole il Protestantesimo anche in quei Paesi, come il nostro, dove la cultura di maggioranza è cattolica.Fare l’elogio della povertà, come fa volentieri il Papa, non ha alcun senso nel mondo dell’aspirazione alla (relativa) opulenza; dire che le cose vanno per il meglio, come fa il capo del governo, confligge con un Paese che smentisce tale versione ad ogni passo. L’Italia non è uscita dalla crisi, anzi ne è ancora immersa; e il denaro non è lo sterco del diavolo, ma a tutti fa gola averne e spenderne. Se al ragazzotto fiorentino, passato inopinatamente da sindaco a capo del governo, raccontar balle può essere congeniale, sia personalmente, sia nella convinzione che, in fondo, quella sia una funzione della politica, non va affatto bene al Papa, alle prese con un calo dei credenti. Il mondo, sia quello della politica, sia quello della religione, si è secolarizzato rispetto all’immaginazione ottimistica e/o moralistica diffusa da entrambi. Prevale una realtà effettuale che, direbbe Machiavelli, punisce il Principe che inganna i propri cittadini. L’Italia ha avuto, nel fiorentino, il maggior scienziato politico che il realismo cinquecentesco abbia prodotto. Ma, da noi, la sua lezione è stata spesso disattesa da chiunque abbia avuto un po’ di potere e cercato di mantenerlo. Dovrebbe essere una verità innegabile da parte di chiunque ne abbia, poi, fatto le spese.

piero.ostellino@il giornale.it

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