Il Sud con Salvini

Pinotti usa San Paolo per difendere l’islam La Bibbia sottomette la donna

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L’imbarazzo della sinitra sui fatti di Colonia, è evidente, è enorme. Schiave del “politicamente corretto”, le donne del Pd, di Sel e le femministe tutte sono rimaste in silenzio di fronte alle violenze degli immigrati.

Il motivo? Il rischio di mettere in dubbio il totem dell’accoglienza, quel mantra delle porte aperte senza limiti che hanno reso il nuovo “libretto rosso” dell’ideologia socialdemocratica. Per evitare di dover ammettere che l’islam ha un problema: quello del rapporto con la donna. Solo quando la vicenda è sfuggita loro di mano, solo quando la polizia tedesca ha detto che tra i responsabili di quegli stupri, così bisogna chiamarli, c’erano dei profughi e richiedenti asilo, alcune donne della sinistra hanno alzato – lentamente – la testa. Ma la Pinotti, pur di difendere la religione islamica, cita un passo della Bibbia che giustificherebbe la sottomissione della donna. Cita solo una frase, non tutta. Prendeno un enorme abbaglio.

Il silenzio “del giorno dopo” delle femministe rimane una ferita incurabile. Un’affronto alle donne enorme. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti, intervistata dalla Stampa, ha provato ad accampare delle scuse che sanno di beffa per lettori ed elettori. Perché quel silenzio (colpevole)? Perché le donne di sinistra non hanno alimentato un dibattito, costruttivo, sugli enormi limiti dell’Islam in merito al modo di trattare il genere femminile? Perché non si sono alzate in piedi per denunciare che chi arriva in Europa non si accetta senza se e senza ma i principi fondanti la cultura nostrana?

Ebbene, secondo la Pinotti “non c’è stata occasione”. Quando si tratta di denunciare ilrazzismo della destra e di Salvini, però, non mancano di scrivere un tweet o sommergere di dichiarazioni le agenzie di stampa. “Se mi avesse chiamato – ha detto al giornalista la ministra – anche a lei avrei raccontato come la penso. I fatti di Colonia sono di una gravità inaudita, sconvolgente. Ne ho discusso con i collaboratori, e anche in famiglia, con le mie figlie”. Ma non con gli italiani. Perché? Domanda legittima, e la risposta è questa: la vergogna di dover ammettere pubblicamente di aver sbagliato. Di aver sponsorizzato l’accoglienza senza imporre delle regole.

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“Il diritto di accoglienza – dice ora la Pinotti – non può confliggere con l’affermazone del rispetto delle regole. Chi ha diritto di asilo, chi scappa da guerra o una persecuzione, viene accolto, ma questo non dà la patente di comportarsi come si vuole”. Ovvio. Ma non fino a ieri. Il ministro tira nella sponda di sinistra anche il tema della sicurezza: “Qualche anno fa – dice – si temeva che fosse un argomento di destra. Ora siamo certi che non sia così: sicurezza è libertà, quindi è di sinistra”. Buongiorno ministro. Ma non è così: la storia amministrativa delle città italiane dimostra che sulla sicurezza la sinistra non ha speso (quasi) nulla. Per paura di risultare razzista.

E i fatti di Colonia lo dimostrano. Tanto che, pur di non andare contro l’Islam, la ministra ha addirittura scomodato le Lettere di San Paolo nella Bibbia. In particolare, quella in cui si dice che le “donne siano sottomesse al marito”. Peccato la Pinotti dimentichi che la seconda parte di quel brano imponga al marito di amare la moglie. “Voi, mariti, amate le vostre mogli – si legge qualche versetto dopo – come Cristo ha amato la Chiesa”. E poi: “Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso”. Mai di quel passo citato dalla Pinotti ne è stato fatto un codice di comportamento in stile sharia. Ma, anzi, la Chiesa ha lavorato per sviluppare l’amore dell’uomo per la propria compagna. Esattamente come ama il proprio corpo.

Non è lo stesso che accade quando l’islam giustizia le donne “adultere”, lapidandole in piazza.

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