Il Sud con Salvini

Pisapia vende aria fritta: anche dopo il blocco delle auto il livello di Pm10 non cala

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Due giorni fa a Milano c’era il blocco delle auto, ieri pure e oggi ancora. Raccontato così sembra chissà che cosa. E uno si immagina una città spettrale e deserta dove tutti si fermano e non funziona più nulla.  In realtà non è per niente così. Anzi. I milanesi continuano nel loro tran-tran quotidiano e il blocco totale del traffico dalle 10 alle 16 è più uno «spot» che altro. Basti pensare, tanto per fare un esempio, che chi solitamente va al lavoro in auto in questi giorni ha continuato tranquillamente a farlo, idem per chi consegna le merci e per chi ha pratiche da sbrigare: basta affrettarsi o avere solo un po’ di pazienza. Detto ciò, che il divieto di circolazione antismog firmato tra squilli di tromba dal sindaco Giuliano Pisapia portasse poco o nulla nella lotta ai veleni che ammorbano l’aria ormai da 34 giorni consecutivi e da 99 da inizio anno, più o meno si sapeva.

Però la certezza è arrivata ieri mattina quando l’Arpa ha reso noti i primi dati rilevati delle centraline. Un «flop», si dice in questi casi. Nessun miglioramento, anzi anche un po’ peggio. Le concentrazioni di Pm10 sono salite rispetto a domenica, giorno festivo e non feriale, in cui il traffico non era bloccato attestandosi tra 60 e 67 microgrammi al metro cubo, superiori al limite dei 50 microgrammi. C’era attesa sui dati dell’agenzia regionale, un po’ come con gli exit-poll quando si va a votare. C’era attesa perché da giorni la questione dello smog milanese è diventata un «caso» politico e si affilano i coltelli, anche perché l’«aria pulita», come scriveva il sindaco Pisapia sui suoi manifesti elettorali, era stata una delle carte vincenti per la vittoria. Ma dopo 5 anni il bilancio più che arancione è rosso: «Le valutazioni andranno fatte solo dopo le tre giornate di blocco – spiegano a Palazzo Marino – I primi dati dell’Arpa restituiscono un quadro sostanzialmente simile alle giornate festive precedenti ma la misura è stata utile a contenere i livelli di inquinanti nell’aria». Poi il Comune ringrazia i milanesi per il senso civico e la pazienza ma non convince. Soprattutto la Lega.

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«Il blocco è un’idiozia che danneggia chi vorrebbe lavorare, verbo strano per la sinistra – attacca Matteo Salvini dai microfoni di Radio Padania – Pisapia ha portato via 100 milioni di euro ai milanesi con Area C e la qualità dell’aria non è migliorata. Abbiamo un poveretto come sindaco di Milano, ancora per poco per fortuna…». A dar man forte al segretario arriva anche il governatore Roberto Maroni che oggi nel vertice con il ministro dell’ambiente Gian Luca Galetti chiederà un paio di miliardi per attuare una serie di «misure strutturali» e per una politica di incentivi che riammoderni il parco mezzi lombardo: «I blocchi estemporanei non servono – fa sapere in un tweet – E questa è la conferma». Ma non si salva nessuno. Così se in Comune il tiro al bersaglio è sul sindaco Pisapia, in Regione tocca allo stesso presidente finire nel mirino dell’opposizione: «Maroni, non esprima soltanto critiche al lavoro altrui – chiede il segretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri – Ha sottovalutato l’emergenza e si è mosso in grave ritardo. Che senso ha pretendere più competenze a Roma con un referendum consultivo sulla maggiore autonomia della Regione se non è in grado di esercitare quelle che ha?».

Polemiche che vanno al di là del blocco e che, in attesa della pioggia ormai annunciata per i primi dell’anno, di giorno in giorno si arricchiscono di nuovi capitoli: «Il Comune di Pisapia e Maran pretende di educare i milanesi e vuole obbligare la Regione a mettere fuori legge gli Euro 3? – si chiede il consigliere di Forza Italia Fabrizio de Pasquale- Lo stesso Comune però fa viaggiare solo 450 bus euro 5 e 6. Gli altri 850 di sua proprietà sono euro 3. Anche il car sharing viene effettuato con macchine diesel e benzina e Amsa ha almeno 400 mezzi altamente inquinanti». Oggi alle 16 va in archivio il blocco. Ma le polveri rischiano di diventare un «polverone».

Fonte: Qui

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