Più profughi a Pergine Valsugana, «Servono case private»

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I privati, proprietari di appartamenti sfitti, superino diffidenze e pregiudizi e diano la loro disponibilità alla Provincia per accogliere altri richiedenti asilo. È questo l’appello che il sindaco di Pergine Roberto Oss Emer rivolge ai propri concittadini, dopo «l’avviso ai naviganti» dato ai sindaci giovedì in Consiglio delle Autonomie dal governatore Ugo Rossi e dall’assessore Luca Zeni, che hanno prefigurato l’arrivo in Trentino di almeno altri 800 immigrati in cerca di nuova vita, portando il contingente assegnato alla Provincia da 1.200 a 2.000 persone.
«A Pergine ci sono 20 richiedenti asilo, in tutta la Comunità Alta Valsugana 66 – riassume Oss Emer -, un numero molto inferiore a quella che dovrebbe essere una equa distribuzione sul territorio provinciale. Ponendo come parametro la popolazione residente, alla nostra Comunità dovrebbero essere destinate dalle 150 alla 200 unità. Ma è evidente che se i privati non metteranno a disposizione gli immobili sfitti, superando diffidenze e pregiudizi, la Provincia dovrà necessariamente optare per cercare di utilizzare edifici di sua proprietà». Edifici che a Pergine si chiamano ex Artigianelli ed ex Villa Rosa: ipotesi che al sindaco non piacciono perché «grossi contingenti di richiedenti asilo inevitabilmente sarebbero composti da persone di etnie diverse con usi e costumi diversi che potrebbero, come peraltro già successo, generare difficoltà di convivenza». Insomma, i problemi per la comunità e l’ordine pubblico potrebbero essere notevoli. Mentre una distribuzione delle presenze su piccoli gruppi sarebbe facilmente gestibile.(…)

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