Poliziotto investito da uno spacciatore clandestino. Tonelli: “Il collega è vittima dell’immigrazione incontrollata”

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L’agente Sebastiano Pettinato ridotto in fin di vita da un marocchino di 19 anni, poi scovato nella “casbah” di San Siro a Milano: “L’ideologia delle porte aperte conduce a queste tragedie. Al Nord il 50% della popolazione carceraria è composta da stranieri”

Sebastiano Pettinato, poliziotto di 33 anni, è stato ridotto in fin di vita da Hamine Sousiane, un marocchino di 19 anni, clandestino e spacciatore, che l’ha investito con l’auto volendo sottrarsi alla cattura. L’ha fatto deliberatamente, in retromarcia, travolgendolo e trascinandolo fino a provocargli ferite gravissime. “Il collega è una vittima dell’immigrazione incontrollata”, spiega al Populista.it Gianni Tonelli, segretario del Sap(Sindacato Autonomo di Polizia).

“Dobbiamo essere molto chiari: spargere l’ideologia delle porte aperte conduce a queste tragedie. L’Italia sta affrontando il problema nella maniera peggiore. Al Nord il 50% della popolazione carceraria è composta da stranieri. Abbiamo politici irresponsabili”. Pettinato venerdì stava svolgendo il suo lavoro portando a termine un’operazione antidroga a Mariano Comense, in Brianza. Il giovanissimo marocchino è stato scovato due giorni dopo nella “casbah” di San Siro a Milano, dove si era rifugiato protetto da un connazionale anch’egli clandestino.

Tonelli si chiede se al collega ricoverato in rianimazione al Sant’Anna di Como arriverà mai la solidarietà del presidente della Camera: “Laura Boldrini ha presenziato ai funerali di Fano, per una vicenda che poi si è rivelata ben diversa da come era stata descritta. Andrà a trovare il collega che lotta tra la vita e la morte? La risposta, purtroppo, è scontata”.

Il Populista