PROGETTA ATTENTATO CON UN DRONE ARMATO DI ORDIGNI CHIMICI: L’ASPIRANTE TERRORISTA? UN 15ENNE MUSULMANO…

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Con un drone armato di ordigni chimici avrebbe voluto fare esplodere la stazione ferroviaria di Lodi. Era il delirante piano di un 15enne musulmano, nato in Italia da genitori marocchini, cresciuto a pochi chilometri dal capoluogo lodigiano.

Il giovane aspirante terrorista jihadista, ora rinchiuso nel carcere minorile di Milano, stava progettando l’attentato con un referente dell’Isis attraverso una chat di Telegram.

«Voglio mettere una bomba su un treno o su un pullman. O alla stazione di Lodi dove non ci sono controlli», aveva scritto il giovanissimo aspirante jihadista in una di quelle chat finite nel mirino degli investigatori dell’antiterrorismo.

Il ragazzo, conosciuto come “Momo al Italy”, che faceva parte degli adepti di Lone Mujahid, il sedicente lupo solitario del califfato che da gennaio fa proseliti su Telegram, è stato fermato dalla Digos di Milano il 9 ottobre scorso.

Nei giorni scorsi, poi, il Tribunale dei minori di Milano ha disposto la misura cautelare del carcere nei suoi confronti per terrorismo internazionale. Dalle chat scoperte dagli inquirenti dell’antiterrorismo di Milano era emerso che il giovane lodigiano voleva compiere un attacco terroristico nel capoluogo con un drone e si informava su come utilizzarlo attraverso un referente dell’Isis.

La vicenda ha scatenato le reazioni della politica. «La cosa non mi sorprende, purtroppo, visto che la radicalizzazione islamica e il reclutamento terroristico sono i più grossi pericoli che la nostra comunità vive e vivrà. Casi come questo sono ormai all’ordine del giorno non solo a Lodi ma in tutto il Paese», ha dichiarato il deputato leghista, Guido Guidesi.

Attacchi dalla Lega Nord nei confronti del Partito democratico e sullo Ius soli, la legge sul diritto di cittadinanza, in fase di discussione al Senato.

«Come avvocato, qualche mese fa mi sono occupato di un minorenne islamico che, sempre nel Lodigiano, si divertiva a scrivere frasi inneggianti all’Isis – dice il consigliere regionale della Lega, Pietro Foroni –. Si tratta di figli d’immigrati, magari residenti da anni in Italia ai quali il Governo, Pd e tutta la sinistra vorrebbero concedere la cittadinanza con lo ius soli, per il solo fatto di essere nati in Italia. Una follia allo stato puro. E i casi di cronaca lo dimostrano e continuano a dimostrarlo. La cittadinanza non si regala e non si deve regalare». Sulla vicenda è intervenuta anche la comunità islamica di Lodi.

«Un ragazzo così giovane non può avere ideologia così forte da poter essere ricondotta al fondamentalismo islamico – spiega Abdel El Said, dei Giovani musulmani di Lodi –. È una vicenda preoccupante, risultato della mancanza di informazione. Le persone meno informate, come in questo caso, possono essere manovrati dai terroristi».

Fonte: Qui