Proselitismo islamico, gli alunni in gita alla moschea: “Ecco come prega un musulmano”

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Foto LaPresse 08-08-2013 Roma Cronaca Termina oggi la festività islamica del Ramadan, fedeli in preghiera alla Moschea di Roma

Martedì prossimi i bambini delle scuole elementari di Molinella, paesino in provincia di Bologna, andranno in gita a Ravenna. Non ci andranno per visitare il Duomo o il mausoleo di Galla Placidia o la basilica di San Vitale. Non faranno nemmeno una visita alla tomba di Dante o al mausoleo di Teodorico, né andranno a vedere la basilica di Sant’Apollinare o il Museo arcivescovile. Ci andranno per andare a vedere come pregano i musulmani. Per un giorno saranno, infatti, ospiti dell’imam della moschea più grande d’Italia. Una scelta che sta scatenando non poche polemiche.

Come racconta la Stampa, gli ottanta bambini andranno in gita alla moschea di Ravenna a spese della comunità islamica. “Ci siamo offerti di pagarla noi perché ci sembra una bella iniziativa, che aiuta ad abbattere il pregiudizio”, spiega Rachil Ouala dell’associazione islamica “La Speranza”. Un’offerta che ha, però, trovato contrario anche il sindaco di Molinella, Dario Mantovani (Pd), che accusa l’associazione di strumentalizzare il gesto:“Quando una associazione religiosa finanzia una cosa del genere, servirebbe una riflessione più accurata – continua l’esponente democrat – mi risulta che abbiano cercato i giornali locali per farlo sapere, e questo mi pare dissonante con lo spirito del progetto”. Ma Ouala ribatte duramente: “Ci era stato chiesto di visitare la nostra sede di Molinella, che però è solo un capannone, allora abbiamo proposto una gita per far vedere ai bambini lamoschea di Ravenna, un gesto di amore e di pace”.

Come spiega la Stampa, gli ottanta bimbi delle elementari passeranno l’intera giornata con l’imam. “L’obiettivo – spiegano – è far vedere ai ragazzini di persona come si prega e cosa avviene all’interno di un tempio musulmano, con l’imam a far da guida”. La struttura non è nuova a questo genere di iniziative. Qualche settimana fa aveva scatenato un’altra accesa polemica dopo aver organizzato corsi di lingua araba per i bambini allo scopo di “garantire una migliore integrazione linguistica e culturale agli alunni”.

Fonte: qui