Il Sud con Salvini

PROTESTA DEI MIGRANTI A BARI – Vogliamo andarcene da qui

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Intanto in Puglia nuovi arrivi provenienti anche dal Bangladesh

Manifestazioni in piazza e nuovi arrivi nei porti in questi giorni in Puglia. La questione immigrazione fa sentire il suo peso in questi giorni caldissimi.

Se da un lato c’è chi non vuole gli immigrati in Italia, dall’altro sono loro stessi che vogliono andarsene. È proprio su questo punto che ieri duecento richiedenti asilo hanno organizzato una protesta pacifica nella zona dell’aeroporto Bari Palese, mandando in tilt il traffico della città. Oltre ad una “marcia” per la libertà lontano dall’Italia, c’è stato anche un sit in. I migranti, infatti, tenuti a bada dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa, si sono anche stesi sull’asfalto rovente. “Fateci lasciare l’Italia” era il grido del corteo, composto soprattutto da Eritrei. Provenienti tutti dal Cara del capoluogo pugliese, lamentavano le cattive condizioni di accoglienza.

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Domani scenderanno in piazza a Bari (in Puglia) e a Rosarno (in Calabria), i lavoratori dei “ghetti” per sollecitare un incontro con la Regione e trovare una soluzione per le cattive condizioni dei migranti impegnati nelle campagne della provincia di Foggia. Una piaga sociale che nel Mezzogiorno ha già fatto numerose vittime. I “ghetti” sono vere e proprie case in campagna costruite con materiale di risulta dove gli immigrati, sfruttati come braccianti dai caporali, trovano una specie di abitazione. Secondo una nota del comitato lavoratori delle campagne, pare che la Regione Puglia abbia nuovamente rifiutato di ascoltare le loro ragioni disattendendo le promesse fatte. Il corteo sarà organizzato anche contro il progetto dei container in sostituzione delle baracche di Rignano Garganico (in provincia di Foggia).

Intanto nell’hotspost di Taranto, una nuova ondata di migranti. Novecento arrivi, anche se lo stesso centro di prima accoglienza può contenerne solo trecento. Questa volta tra i profughi non c’erano solo cittadini africani, ma anche alcuni provenienti dal Bangladesh.

Fonte: Il Giornale

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