MA QUALE COMPLOTTISMO: LA SOSTITUZIONE DI POPOLO È GIÀ REALTÀ (E PROGRAMMA POLITICO)

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An image made available on 30 April 2014 shows migrants being rescued during operation 'Mare Nostrum' in southern Mediterranean sea off the Italian coast, 29 April 2014. The Mare Nostrum (Our Sea) mission started in October following two fatal shipwrecks - one near Lampedusa, Italy's southernmost point, and the other in Maltese waters - in which more than 400 people died. The Mediterranean boat patrols credited for saving tens of thousands of migrants' lives may have to be stopped, an Italian government official suggested, because they were encouraging more people to embark on dangerous sea crossings. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Le continue, sopraffine analisi che puntuali e immancabili giungono all’indomani di fatti di cronaca che riguardano, direttamente o indirettamente, il fenomeno immigratorio, sembrano in genere concordare su un fatto: non c’è nessuna sostituzione di popolo in corso e chi lo afferma scivola nel più bieco complottismo. E da qui al piano Kalergi o a credere ai rettiliani, è il sottinteso, il passo è breve.

Senza voler scomodare bislacche teorie, che vi sia un’invasione in corso sono i numeri a dirlo. E non solo quelli degli sbarchi, i quali più volte rappresentano solo un mero fatto di “cronaca”. Parliamo infatti di 5 milioni di stranieri residenti sul territorio italiano, dei quali fra 200mila e mezzo milione (a seconda delle stime) sono irregolari. Fra questi ultimi, l’anno scorso si è registrato un picco: +50mila, stando ai dati del Viminale, che ha anche registrato 4723 arrivi dal primo gennaio ad oggi.

Al di là dei freddi numeri, c’è però anche un’intera platea di politici, enti internazionali ed esponenti della cosiddetta “società civile” che della sostituzione di popolo hanno fatto una missione. E non ne fanno alcun mistero. Senza voler scomodare l’arcinoto pensiero di una Laura Boldrini la cui carriera da presidente della Camera speriamo giunga presto al termine, partiamo dal Movimento Cinque Stelle. Accantonate le velleità di rimpatriare tutti gli irregolari, così si esprimeva nel gennaio 2017 il leader Beppe Grillo in occasione del suo discorso di fine anno: “Non abbiamo natalità. Nel contempo blocchiamo l’immigrazione o non inseriamo l’immigrazione in un modo logico: senza essere né di destra, né di sinistra, ma in un modo razionale, creando corridoi umanitari, controllando chi arriva in Italia”.Insomma, gli immigrati ci servono perché siamo in piena crisi demografica e dunque devono pensare loro – se le parole hanno ancora un senso – a sostituire quei figli che non facciamo.

I pentastellati sono in piena sintonia con Emma Bonino: “Bisogna coltivare il giardino d’infanzia che abbiamo 300 chilometri sotto di noi mentre l’Europa è segnata dal declino demografico”, spiegava la leader di +Europa non più tardi di cinque giorni fa. Parole che sembrano ricalcare quelle messe nero su bianco lo scorso giugno dal rapporto Onu sulla popolazione mondiale: “Anche se le migrazioni internazionali al livello attuale non saranno sufficienti a compensare pienamente la perdita prevista della popolazione legata ai livelli di fertilità, specialmente nella regione europea, il movimento delle persone tra i vari Paesi può contribuire ad attenuare alcune delle conseguenze negative dell’invecchiamento della popolazione”. Concetti abbastanza chiari, ai quali l’Italia sembra essersi già da tempo adeguata visto che siamo il Paese che concede più cittadinanze in Europa.

Non poteva mancare la Caritas, che sulla sostituzione di popolo gongola ad ogni piè sospinto. “L’Italia sta diventando un Paese sempre più multiculturale, con 198 nazionalità diverse e famiglie residenti”: così si poteva leggere nel loro ultimo rapporto sull’immigrazione curato insieme alla Fondazione Migrantes. Dalla Chiesa ritorniamo alla politica, con le parole pronunciate dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoanall’annuale meeting di Comunione e Liberazione: “Tutta la Ue e l’Italia a sua volta hanno un problema demografico. Quelli vicini alla pensione, tra cui c’è anche il sottoscritto, sono più dei giovani. Tra l’altro, gli immigrati possono dare un contributo positivo in questo senso”. Quale contributo? Quello magnificato ad esempio dal presidente dell’Inps Tito Boeri, che sicuramente non sa come funziona l’ente che dirige ma allo stesso richiede di importare lavoratori freschi (manco fossero merci) per puntellarne i conti.

Nicola Mattei – Il Primato Nazionale