MA QUALE IUS SOLI: SEMPRE PIÙ NUOVI ITALIANI, OLTRE LA METÀ È UNDER 30

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Migrants inside the amphibious ship San Marco 'Mare Nostrum'', they were rescued from a boat in distress 25 miles from the island of Lampedusa, October 25, 2013. In the night between 24 and 25 October were recovered more than 800 people rescued in the Sicily Channel in 4 different operations. Some transferred to Lampedusa. ANSA/GIUSEPPE LAMI

I cittadini non comunitari che ogni anno acquisiscono la cittadinanza italiana sono sempre più numerosi: secondo l’Istat sono stati 184.638 nel 2016, mentre erano meno di 50mila nel 2011. Per quanto riguarda l’età, gli under 30 sono il 51,3% del totale. Crescita record per le richieste di asilo e protezione internazionale, mentre diminuiscono del 5% i permessi di soggiorno rispetto al 2015: le autorità ne hanno rilasciati 226.934.

La provenienza dei nuovi italiani è soprattutto, nel 2016, dall’Albania (36.920) e dal Marocco (35.212), che insieme rappresentano oltre il 39% del totale.

Al primo gennaio 2017 sono 3.714.137 i cittadini non comunitari ad avere regolare permesso di soggiorno in Italia. Secondo gli esperti, circa i due terzi del calo delle richieste di permessi (217mila in meno) è dovuto alle nuove procedure di trattamento dati che rendono più facile la verifica delle posizioni dubbie. La diminuzione riguarda soprattutto le migrazioni per lavoro (12.873): con un – 41% rispetto al 2015, rappresentano ormai solo il 5,7% dei nuovi permessi.

Il calo della richiesta di permessi di soggiorno riguarda in particolare i cittadini non comunitari provenienti dall’Europa (-75.707) e dall’Africa Settentrionale (-72.695). Dall’altro lato, gli aumenti più consistenti si rilevano invece per persone originarie dell’Africa Occidentale (+3.400, +9,5%).

Più che gli uomini, sono le donne le protagoniste di questo fenomeno. La componente femminile rappresenta infatti il 48,5% delle presenze ed è molto variabile a seconda delle comunità: prevalente per Ucraina (79,1%) e Moldova (66,9%), in netta minoranza per Bangladesh (27,2%), Pakistan (28,5%) ed Egitto (30,9%). L’Istat registra anche una flessione dell’incidenza dei minori sul totale delle presenze: dal 24,2% del gennaio 2016 al 21,9% del gennaio 2017.

Più stranieri nel Centro-Nord

Il calo registrato tra gennaio 2016 e gennaio 2017 ha interessato in misura maggiore al Centro-Nord, in parte perché i nuovi flussi in arrivo hanno coinvolto soprattutto il Mezzogiorno. Ed è proprio il Centro-Nord l’area con la presenza più elevata: il 35,8% dei cittadini non comunitari ha un permesso rilasciato o rinnovato nel Nord-Ovest, il 26,2% nel Nord-Est e il 24,1% al Centro.

La classifica regionale

E’ la Lombardia la Regione in cui si collocano prevalentemente gli stranieri non comunitari (25,5%). Al secondo posto si attesta invece l’Emilia-Romagna (11,5%), seguita dal Lazio (11%). Milano, Roma, Brescia, Torino, Bergamo e Firenze sono le province nelle quali si concentra la presenza non comunitaria. A Milano (11,9%) e Roma (9,3%) vive un quinto degli stranieri extra-europei.

Record di richieste d’asilo

E mentre gli ingressi per lavoro sono al minimo, non si arrestano le richieste di asilo e protezione internazionale. Come sottolinea il rapporto Istat, da diversi anni l’Italia attraversa una delicata fase dei fenomeni migratori: si è passati dall’epoca delle migrazioni per lavoro (e successivamente per famiglia) a quella caratterizzata da nuovi flussi, sempre più spesso motivati dalla ricerca di asilo politico e protezione internazionale.

Le richieste raggiungono il massimo storico (77.927, il 34% del totale dei nuovi permessi) e arrivano soprattutto da Nigeria, Pakistan e Gambia: insieme coprono il 44,8% dei nuovi flussi, ma non sempre danno luogo a una presenza destinata a radicarsi sul territorio. Ad esempio, tra i migranti giunti in Italia nel 2012, solo il 53,4% è ancora presente al 1° gennaio 2017.

Fonte: qui