QUELL’IMAM ANTISEMITA DEL CAIRO CHE SARÀ RICEVUTO DA BERGOGLIO IN VATICANO…

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Aveva fatto discutere mesi fa quando lo aveva invitato Laura Boldrini a Montecitorio per parlare di Islam, religione di pace. Farà discutere anche adesso che papa Francesco lo riceverà in udienza a Roma nel tentativo di distendere i rapporti tra il Vaticano e il mondo sunnita. Ahmed al Tayyeb, l’imam dell’università “Al Azhar” del Cairo, il centro teologico più importante dell’Islam sunnita, è infatti considerato un feroce antisemita che, nonostante le sue parole di odio nei confronti dei tagliagole dello Stato islamico, insegna ai suoi fedeli come picchiare le mogli.

Al Tayyeb è considerato da molti un moderato. Dopo la strage di Charlie Hebdoaveva pronunciato un discorso durissimo contro i jihadisti dell’Isis (“devono essere crocifissi”) e aveva chiamato a raccolta tutto il mondo islamico denunciando la manipolazione dei testi coranici. Non solo. Collabora tutt’oggi con la Francia per istituire severi meccanismi di controllo sul messaggio diramato dalla galassia di moschee e di associazioni dell’area islamica. Eppure i suoi sermoni non sono così cristallini. In Vaticano non mette più piede da quando papa Benedetto XVI ha pronunciato il celebre discorso di Ratisbona. Ha persino sospeso il dialogo con la Santa Sede da quando papa Francesco ha invocato la protezione dei fedeli di religione cristiana in Medio Oriente.

Nei suoi sermoni al Tayyeb ha più volte chiamato a raccolta il mondo arabo e musulmano contro “il comune nemico sionista”. “L’entità sionista continua la sua aggressione contro la moschea di al Aqsa”, ha recentemente dichiarato. A scandalizzare l’opinione pubblica italiana, quando la Boldrini voleva invitarlo a Montecitorio, era state le parole dell’imam sulla violenza domestica ai danni delle donne. Parole che sembrano non solo tollerarla ma legittimarla. “Secondo il Corano – aveva spiegato il Grande Imam – prima si ammonisce, poi si dorme in letti separati, infine si colpisce”. E aveva addirittura spiegato come “colpire”: aveva parlato di “percosse leggere”, come “dare un pugno” o “spintonare”.

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