Gli sbarchi non si fermano: la contabilità aggiornata vede in pochi giorni le unità diventare migliaia e più. Sono settemila nel solo gennaio i migranti arrivati da noi. E non c’è accordo con la Libia che tenga. L’invasione di cui parla Matteo Salvini mette a dura prova le casse dell’Italia.

Rapporto alla Ue

In queste condizioni, la procedura d’infrazione minacciata da Bruxelles suona davvero come assurda, visto che l’Europa fa finta di non vedere l’enorme sforzo che l’Italia si sta sobbarcando dinanzi all’emergenza profughi. Così, riferisce il Corriere, il ministero dell’Economia  ha inviato alla Commissione Ue un rapporto nel quale “si sottolinea che quest’anno la spesa per l’immigrazione rischia di arrivare al record storico di 4,2 miliardi di euro. Nel 2016, al netto dei contributi della Ue (che sono stati pari ad appena 120 milioni) sono stati spesi 3,3 miliardi. Per il 2017 ne sono stati stanziati 3,8 e senza tener conto dei 200 milioni del «Fondo per l’Africa» per investire nei Paesi da cui partono i flussi di immigrazione più importanti. Ma quella prevista in bilancio è una cifra che  potrebbe crescere di altri quattrocento milioni”.

Otto miliardi nel triennio 2014-2017

In pratica l’Italia spenderà tre volte quello che ha speso nel triennio 2011-2013. Il nostro ministero dell’Economia calcola che nel triennio 2014-2017 lo Stato spenderà tra gli 8 e gli 8,4 miliardi per l’emergenza sbarchi. Una spesa che l’Italia chiede alla Ue di considerare  «eccezionale» e dunque non conteggiata nel calcolo del disavanzo annuale. Un passo che Bruxelles non vuole compiere o meglio vuole compiere solo a metà riconoscendo come eccezionale solo la spesa eccedente rispetto al 2016.
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