«Il piano per la chiusura dei campi rom sta provocando numerosi malumori. Il motivo è semplice: si mette fine a un meccanismo che, per anni, ha giovato a molti, sia a livello elettorale che in termini economici. E l’irritazione sta portando a diffondere cifre del tutto false», dichiara Agnese Catini, presidente della Commissione Politiche sociali di Roma Capitale. In realtà -scrive Il Secolo D’Italia -i malumori nascono da un problema diverso: gli 800 euro di sostegno dati, ogni mese, a chi lascia i campi per affittare un’abitazione. Soldi che migliaia di famiglie italiane che vivono in condizioni indigenti prenderebbero volentieri per potersi pagare, a loro volta, una casa decente in cui vivere. La Catini, però, precisa che quel sostegno al reddito andrà solo alle famiglie rom numerose. Cioè tutte…

«Come scritto chiaramente nel testo della delibera e nel bando – spiega – la quota massima prevista per l’inclusione lavorativa e abitativa di un nucleo familiare è di 800 euro al mese. Una somma che verrà erogata soltanto alle famiglie più numerose e in condizioni di estrema fragilità. Tutto ciò – aggiunge – avverrà al termine di un percorso ben definito, che prevedel’analisi reddituale e patrimoniale di tutte le famiglie, grazie alla collaborazione tra l’amministrazione e la Guardia di Finanza. Soltanto chi ne avrà diritto potrà poi sottoscrivere il Patto di Responsabilità, ancorato al rispetto di precisi doveri»

La promessa è di smantellare La Barbuta e Monachina con 3,8 milioni di euro di fondi europei. «Le circa 4.500 persone che abitano in questi insediamenti usciranno dall’illegalità, pagheranno le tasse, dovranno trovarsi un lavoro, i bambini saranno obbligati ad andare a scuola», dice l’esponente dei Cinquestelle. Se lo dice lei…

Con fonte Il Secolo D’Italia

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