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Ramadi, i terroristi dell’Isis usano scudi umani per fuggire

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Dopo mesi di battaglie, la bandiera irachena sventola sulla città di Ramadi, la città che sorge nel cuore dell’Iraq e che era stata conquistata dai terroristi dell’Isis il 17 maggio scorso. Ramadi si aggiunge così alle a Tikrit e Sinjar, le città irachene strappate agli jihadisti il 17 aprile e il 14 novembre di quest’anno.

Un portavoce del governatore della provincia di al-Anbar, Muhannad Haimour, ha detto alla Bbc che bisogna essere “cauti nel dichiarare vittoria” in quanto in città restano “sacche di resistenza“, seppur “molto deboli“. “Riteniamo di avere il pieno controllo del centro di Ramadi – ha detto Haimour – Ma bisogna essere molto cauti nel dichiarare vittoria fino a quando non avremo un annuncio ufficiale da parte dell’ufficio del primo ministro“.

Il portavoce iracheno ha però assicurato che la zona in mano all’esercito è stata bonificata dalla presenza di esplosivi e si ritiene che i jihadisti dell’Isis non siano più “in grado di lanciare attacchi alle forze di sicurezza“.

Il portavoce delle forze armate irachene, Sabah al Numani, ha invece spiegato all’emittente televisiva al Jazeera che “la presa del complesso governativo rappresenta una dura sconfitta per lo Stato islamico a Ramadi. Il prossimo passo è rappresentato dalla liberazione delle altre zone della città dove sono ancora presenti gruppi di miliziani“.

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Il presidente dei giudici di Khalidia, ad est di Ramadi, Ali Dawd, ha riferito che prima di fuggire i miliziani islamici hanno costretto gli abitanti della zona del complesso governativo a seguirli verso la zona di al Sajariya e al Sufiya, sobborghi a est di Ramadi, lungo la Valle dell’Eufrate, per fare da “scudi umani“.

Kamikaze contro gli iracheni

Con un ultimo e disperato tentativo di sparigliare le carte, due attentatori suicidi dello Stato islamico si sono lanciati questa mattina contro i soldati dell’esercito iracheno. I due kamikaze erano a bordo di due autobombe quando hanno colpito un gruppo di militari impegnati nelle operazioni di bonifica dei quartieri del capoluogo della provincia occidentale irachena a maggioranza sunnita dell’Anbar. Al momento l’esercito di Baghdad non è in grado di fornire un bilancio delle vittime.

Cosa cambia in Iraq

Da un punto di vista strategico, la riconquista del capoluogo dell’Anbar potrebbe isolare i miliziani Stato islamico a Fallujah, a metà strada tra Baghdad e Ramadi, e liberare forze per l’offensiva verso Mosul, la “capitale” dello Stato islamico guidato da Abu Bakr al Baghdadi nel territorio iracheno. Come detto, la liberazione di Ramadi segue quelle di Sinjar e di Tikrit, dopo le vittorie “lampo” dell’Isis in città come Mosul (giugno 2014) in Iraq e Palmira (maggio 2015) in Siria, strategiche dal punto di vista delle rotte di approvvigionamento, ma anche dal forte impatto mediatico.

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