RENZI AL G7 SI VANTA DELL’ITALIA CHE ACCOGLIE I MIGRANTI: E LA CRISI ECONOMICA?

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Tre cipressi giapponesi, simbolo stesso del Paese, piantati dai sette leader riuniti a Ise Shima per il G7. Un gesto di alto valore simbolico, soprattutto in quanto compiuto all’interno del tempio di Ise, Jingu, il più importante del Giappone. Pala alla mano, Matteo Renzi si è prestato di buon grado alla cerimonia.

“Arrivato a Ise-Shima – ha twittato Renzi – porto al tavolo dei leader G7 l’orgoglio e la dignità degli italiani che salvano le vite in mare”. Accanto al tweet sono state postate quattro fotografie: due ritraggono il premier italiano con i leader G7, una con Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa che ieri ha salvato la piccola Favour e l’ultima del tragico rovesciamento del barcone carico di immigrati, una strage evitata solo grazie all’intervento dei militari della Marina. Durante la visita al tempio shintoista, c’è stato un breve colloquio tra Renzi e Barack Obama, con il presidente americano che ha chiamato a sè il premier ponendogli amichevolmente la mano sulla spalla.

Alla cerimonia è seguita una visita all’interno del tempio shintoista. Una passeggiata che ha fornito l’occasione per scambiare due parole con il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker e con il presidente francese Francoise Hollande. Tutto mentre Abe mostrava a Obama le bellezze del tempio. La prima sessione dei lavori è, dunque, cominciata con la colazione di lavoro dedicata ai temi dell’economia, con particolare attenzione alla crescita. Una priorità che Abe ha chiesto di condividere con i partner degli altri Paesi. La preoccupazione per la ripresa che stenta ad arrivare, complice la frenata delle economie dei Paesi emergenti e il basso prezzo del petrolio, impone di adottare – è la convinzione di Abe – “misure di flessibilità fiscale”.

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