Renzi: Io non votato dal popolo? Non lo prevede la Costituzione

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Il premier replica alla Camera prima del voto sulle riforme: “Un passaggio a cui non tutti credevano”

“Grazie a tutti i gruppi parlamentari e a Napolitano”. Con queste parole Matteo Renzi ha iniziato la sua replica sulle riforme costituzionali che verranno votati tra stasera e domani alla Camera.

Il premier parla in un’Aula in cui sono presenti solo i rappresentanti della maggioranza, con le opposizioni che hanno deciso di lasciare l’Emiciclo prima del suo intervento.

“Quello che sta avvenendo è un passaggio al quale non tutti credevano e in molti casi anche noi pensavamo di non vedere più”, ha detto Renzi, rispondendo anche a chi lo critica perché governa senza essere stato eletto: “Lo prevede la Costituzione”, ribatte il premier, lanciando un messaggio alle opposizioni: “Dicono andiamo fuori dal Parlamento per mandare a casa il governo. Ma quando si andrà a votare tanti di loro resteranno fuori dal Parlamento e non credo sarà un problema per la stragrande maggioranza degli elettori. Chi usa l’argomentocaro presidente del consiglio chi ti ha eletto? non si rende conto che il presidente del Consiglio non è eletto dai cittadini ma gode di un rapporto di fiducia con il presidente della Repubblica”.

“Per la prima volta la classe politica mostra il meglio di se stessa. Riforma se stessa e non altrettanto hanno fatto altre parti della classe dirigente di questo Paese. Perciò la politica dà una grandissima lezione di dignità al resto della classe dirigente di questo Paese”, continua nel suo discorso Renzi ripercorrendo le tappe del ddl, “Si è lavorato in modo molto significativo ci sono state 173 sedute al 7 di aprile, 170 nell’ assemblea costituente. Sono stati presentati 83 milioni e 322mila 708 emendamenti. Ora dico: in questo passaggio la strumentalizzazione è venuta da chi è pronto al dibattito in tutte le sedi e forme o da chi ha portato 83 milioni di emendamenti con unico obiettivo di non discutere nel merito punti di convergenza?”.

Fonte: Il Giornale