Il Sud con Salvini

”RENZI A RISCHIO: RIPRESA FRAGILE EMERGENZA MIGRANTI BANCHE IN CRISI. A OTTOBRE PUO’ PERDERE TUTTO” (FINANCIAL TIMES)

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LONDRA – Si potrebbe anche dire, nel caso di Renzi, che uno schiaffone tira l’altro, a livello della grande stampa internazionale, dato che non passa giorno senza un articolo al vetriolo contro il suo governo insipiente e la sua stessa evanescente figura di politico. Oggi a menargli sganassoni è il Financial Times, accidentalmente il più autorevole quotiano finanziario europeo.

“Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, sta combattendo con scarso successo su tutti i fronti, – osserva un editoriale non firmato del Financial Times quindi attribuibile alla direzione -. La fragile ripresa economica e l’emergenza migrazioni hanno scatenato il malcontento, spingendo il Movimento 5 stelle in testa nei sondaggi. La crisi bancaria ha acuito le tensioni con Bruxelles. Il referendum costituzionale d’autunno minaccia la sua sopravvivenza politica”.

Questo, tanto per gradire, è l’incipit dell’articolo.

“Non meraviglia per conseguenza che gli investitori vedano ora nell’Italia il rischio piu’ immediato per la stabilita’ dell’area dell’euro. Non rassicurano le ultime previsioni del Fondo monetario internazionale, che si aspetta una crescita di appena l’uno per cento quest’anno e un lieve miglioramento l’anno prossimo, mentre per l’Fmi il paese non tornera’ ai livelli pre-crisi prima di meta’ anni Venti – prosegue a scrivere il Financial Times -.”

Di fatto, il quotidiano annuncia che l’Italia si deve aspettare, con Renzi e il governo del Pd, altri dieci anni di crisi, stagnazione, deflazione, povertà e disoccupazione.

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“Si tratta di due decenni persi, mentre nello stesso periodo alcuni partner dell’eurozona saranno cresciuti del 20-25 per cento. Proprio la mancanza di crescita e’ la sfida fondamentale che Renzi non sembra in grado finora di vincere. L’Italia soffre per carenza di investimenti, una scarsa partecipazione della forza lavoro e una crescita della produttivita’ inesistente. Questi problemi precedono la crisi dell’area dell’euro e l’austerita’; sono il risultato di una cattiva allocazione delle risorse, con capitali e competenze non collocati nei settori piu’ innovativi e troppe piccole imprese che non crescono con le banche hanno contribuito ai problemi, non alle soluzioni”.

“Le riforme di Renzi, in particolare quella del mercato del lavoro, stanno dando frutti contraddittori. Servono invece risultati rapidi (con riforme) che potrebbero arrivare da un piu’ efficiente sistema giudiziario, da una maggiore competizione nei servizi, dall’incentivare le aziende ad andare nelle regioni piu’ povere del Sud, dall’eliminazione del clientelismo nel sistema bancario” ma finora nulla di tutto questo sta accadendo.

“Tuttavia – conclude il Financial Times – c’e’ un limite a quello che i partner europei possono aspettarsi da Renzi nei prossimi mesi. La sua priorita’ deve essere stabilizzare il sistema bancario. Secondo l’Fmi si puo’ fare senza violare le norme europee. Si spera che i partner saranno disposti a un’interpretazione aperta, ma non sembra. Dovranno anche essere comprensivi in materia di politica fiscale, se gli impegni italiani non saranno rispettati a causa di una crescita inferiore alle aspettative. Non e’ il momento per la Commissione europea di stringere i cordoni della borsa. Infine, i partner dell’Italia devono riconoscere che una pausa nell’impopolare riforma strutturale e’ inevitabile. Finchè il referendum costituzionale di ottobre non sara’ archiviato con una vittoria di Renzi, dovranno dimostrare pazienza. Se dovesse essere sconfitto, si aprirebbe una crisi che investirebbe tutta la zona eruo e l’Unione europea”.

Fonte: Il Nord

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