“Intorno a me erano tutti zitti, ma chi c’era deve aver visto”. Così ha dichiarato la donna davanti alla quale un immigrato si è masturbato su un autobus di Torino. L’uomo non è stato condannato per violenza sessuale perché “affinché si configuri il reato di violenza sessuale – così sostiene il tribunale – deve essere provato un contatto fisico tra la vittima e il suo aggressore“.

“Stavo andando al lavoro – ha raccontato la donna – e, nonostante il pullman fosse quasi vuoto, questo tizio si è praticamente incollato a me. Temevo che volesse rubarmi la borsa, mi sono spostata, mi sono schiacciata contro il finestrino e lui non mi ha mollato un secondo”. “All’altezza dei Giardini Reali è sceso – ha proseguito la vittima – Avevo avvertito del calore su una gamba. E continuavo ad avere la sensazione che mi stesse toccando. Mi sono passata una mano sui pantaloni e ho capito. Ho avvertito il conducente, è arrivata la polizia e ho fatto denuncia. Ma in quei minuti, intorno a me, solo tanta indifferenza. Chi c’era deve avere visto tutto. E non ha detto niente”.

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Secondo alcune recenti indagini sembra che l’uomo abbia compiuto un atto analogo su un bus che viaggiava in una zona periferica del capoluogo piemontese.

Fonte: qui

Il commento di Roberto Marcato

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