Il Sud con Salvini

RICORDI IL PROF ANTI-ISLAM? ECCO COME LA CGIL LO VUOLE ZITTIRE…

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Lo hanno sospeso, ha rischiato l’ idoneità all’ insegnamento e adesso il sindacato della sua scuola vuole «esercitare una censura sulle frasi che ho pubblicato su Facebook». A sfogarsi, dalla sua pagina social, è Piero Marinelli, docente cattolico dell’ istituto tecnico Falcone-Righi di Corsico (Milano): a giugno era finito nell’ occhio del ciclone per aver aperto, tra i banchi in classe, una discussione critica sul Ramadan alla fine della quale una studentessa musulmana era uscita dall’ aula. Apriti cielo: in quell’ occasione erano iniziati gli esposti ai carabinieri, le sanzioni disciplinari, le richieste di visite di controllo alla Commissione medica della Sovrintendenza della Lombardia. E ora questo: «Durante il collegio dei docenti di martedì pomeriggio i rappresentati sindacali della Cigl hanno proposto una mozione di solidarietà alla preside per l’ intera vicenda nella quale si stigmatizzava un mio post reso pubblico on-line il primo agosto scorso», racconta.

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La pietra dello scandalo è un commento che Marinelli ha prontamente riproposto all’ attenzione dei suoi contatti, di cancellarlo (pare) non se parla proprio: «È una questione di libertà di espressione» chiosa infatti il prof di diritto dopo mesi di polemiche. In quelle poche righe lanciate nei meandri del web il diretto interessato si diceva dispiaciuto della faccenda e prendeva atto che alunni e studenti a fatica sostenevano le sue difese pubblicamente, «come se fossero stati lobotomizzati nella ragione» (cit.). Parole che non sono piaciute ai responsabili sindacali che, adesso, gliene chiedono conto: «Non ho tirato in ballo nessuno in particolare, mi sono limitato a descrivere una situazione generale e non mi sono riferito a nessuna carica dell’ istituto», continua, «forse qualcuno si è sentito chiamato in causa, ma è assurdo: oramai in questo Paese non si può nemmeno più affermare l’ ovvio».

Intanto su Facebook le reazioni arrivano, e spesso per lui sono una pacca sulla spalla. Quasi 200 mi piace, oltre 30 condivisioni e più di 50 commenti in una manciata di ore. E se, durante gli scrutini di giugno, a difendere questo professore di Corsico si era schierato addirittura il Pirellone (il vicepresidente della Lega Nord, Fabrizio Cecchetti, aveva proposta una interrogazione regionale con la quale chiedeva di «fare chiarezza e tutelare la libertà di espressione»), pazienza. «In quello che ho scritto non c’ è nessun risvolto penale o amministrativo», conclude Marinelli, «criticare il luogo nel quale si lavora non è ancora un reato».

di Claudia Osmetti – Libero

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