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Roma si prepara al Giubileo attraverso paura, allarmi e scioperi a sorpresa

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Roma – La Capitale pensa alla grande, poi si perde nelle piccole cose. Mentre ieri le autorità hanno presentato il piano di sicurezza per quello che passerà alla storia come il Giubileo dei tempi dell’Isis, Roma ha dimostrato ancora una volta la sua fragilità.A quindici giorni dall’apertura della Porta Santa, i romani costretti a convivere non solo con lo spettro terrorismo ma anche con l’incubo Giubileo, hanno avuto un assaggio dei disagi che li attendono nei prossimi mesi.

Lo sciopero a sorpresa dei dipendenti dell’azienda Roma Tpl, società che gestisce per Atac molte linee periferiche, ha paralizzato tutto il quadrante nord, da Monte Mario in poi. Un centinaio di lavoratori hanno incrociato le braccia contro il mancato versamento degli stipendi e l’annuncio di 143 licenziamenti, ma a loro giusta protesta ha lasciato a piedi migliaia di pendolari, perché i bus di una quarantina di linee non rimasti nel deposito Maglianella. La via crucis ha interessato anche gli utenti dei bus extraurbani Cotral, per l’astensione voluta dal Sul, che ha avuto l’effetto domino di amplificare caos e traffico. E questo fa paura, soprattutto perché la città ha solo 15 giorni di tempo per prepararsi al Giubileo.

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Due settimane di prove generali per realizzare il piano di sicurezza messo nero su bianco dall’ordinanza di 200 pagine firmata dal Questore, Nicolò D’Angelo. Presentata ieri, prevede già ora 2000 addetti alle forze dell’ordine in campo e il rispetto della promessa fatta dal prefetto Franco Gabrielli che «non cambierà nulla dal punto di vista delle libertà e dei diritti dei cittadini».  Roma minacciata da vicino dall’Isis avrà, però, camionette in strada, presidi moltiplicati davanti a scuole, basiliche e grandi magazzini, militari nelle stazioni delle metro e raffiche di controlli a campione.

Il piano prevede riflettori ben puntati su oltre mille obiettivi considerati sensibili, eventi a rischio, autobus, metrò e luoghi di ritrovo. Sorvegliati speciali, ovviamente, piazza San Pietro, i principali monumenti, dal Colosseo a Fontana di Trevi, e la Sinagoga. Ma la vigilanza punterà alla prevenzione e a servizi itineranti più che a presidi fissi perché «ogni luogo potrebbe essere un potenziale obiettivo».

Fonte: Qui

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