SALVINI: «L’EUROPA È UN TITANIC CHE AFFONDA, PERCIÒ TEME IL VOTO IN ITALIA»

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«Qualcuno ha paura delle elezioni, qualcuno teme il voto degli italiani: vuol dire che avete un problema. Se avete paura del voto dei cittadini, avete un problema: vuol dire che questa Ue è il Titanic che sta affondando». Parika di Matteo Salvini intervenuto alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.

Salvini: questa Europa è un Titanic che affonda

Al contrario delle farneticanti preoccupazioni dei notabili della Ue, per il leader della Lega l’allarme «non è il razzismo, il populismo, la xenofobia e il razzismo. Il problema numero uno in questo momento è il terrorismo islamico e la disoccupazione che sta portando i popoli a reagire. Noi ce la metteremo tutta,  o l’Europa cambia o saranno i popoli a cambiarla, a partire dal 4 marzo in Italia». Sul terreno minato dell’immigrazione, poi, ha confermato la linea della fermezza mettendo in guardia dal corto circuito sociale. «Sono preoccupato –  ha detto Salvini –  da papà prima che da cittadino italiano. Sento che qualcuno dice che bisogna accogliere più immigrati. La Croazia vuole entrare nell’euro e nel sistema Schengen: state attenti. In Italia negli ultimi anni sono sbarcati 600mila finti profughi, non dalla guerra ma che la guerra ce la portano in casa». Poi è passato alle cifre: in un anno – ha riferito – i reati compiuti da cittadini stranieri sono stati 250mila: 55% dei furti, 51% sfruttamento della prostituzione, 45% delle estorsioni, 40% degli stupri: 1.500 stupri in un anno. E l’Europa che fa? Niente, anzi: riconosce la figura dell’immigrato climatico, come se non avessimo già abbastanza problemi». Insomma qualcuno soffia sul fuoco. «Quando hai il 40% della popolazione carceraria composta da immigrati, allora rischi di creare lo scontro sociale, che per me qualcuno ha voluto».

«Gli onori riservati a Erdogan sono una vergogna»

Infine il leader del Carroccio ha accusato l’Europa di mostrare eccessiva indulgenza nei confronti del pericolo turco. «L’Europa si riempie la bocca con parole come “democrazia” e “diritti umani” mentre nelle scorse il dittatore turco Erdogan, presidente di un Paese che qualcuno vorrebbe far entrare nell’Ue, era accolto con tutti gli onori a Roma». Quindi ha ricordato ai colleghi di Strasburgo che la Turchia  non riconosce il genocidio di un milione e mezzo di cittadini armeni, il primo Olocausto della storia, «mi vergogno – ha detto – alla sola idea che un tale dittatore possa essere accolto con tutti gli onori nel mio Paese e che qualcuno pensi che la Turchia possa entrare in Europa, a meno che non ci siano morti di serie A e morti di serie B. E tra i morti di serie B si pensi ci siano gli armeni e, magari, gli italiani infoibati dai comunisti, dai partigiani titini».

via Secolo d’Italia